Nasce la Fondazione dei Musei Costerà due milioni all’anno
di Stefano Luppi
Ieri primo consiglio di amministrazione con i componenti scelti da Comune e Fcrmo: Lugli presidente Tra i nomi già annunciati quello della direttrice Diana Baldon: «Tante idee diverse, ne parleremo»
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Ventisette dipendenti, di cui tredici pubblici e un costo di funzionamento pari a 2 milioni di euro l’anno di cui più della metà da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Modena. Sono questi i numeri della nuova Fondazione Modena Arti Visive (Mav) che riunisce la gestione dei musei pubblici Galleria civica e museo della Figurina con la privata Fondazione Fotografia. I due soci fondatori - Comune e Fondazione Cassa - ieri hanno presentato anche i nuovi membri del consiglio di amministrazione: entrano Gino Lugli, ex amministratore della Ferrero Spa come presidente e i membri Martina Bagnoli (direttrice delle Gallerie Estensi), Luigi Benedetti (segretario generale della Fondazione cassa), Paolo Credi (imprenditore della comunicazione) e Daniela Goldoni, avvocato già impegnato in Modena Fiere. Il Cda, sempre ieri, ha nominato direttore del nuovo ente Diana Baldon, italiana dalla lunga carriera all’estero, già a capo di Fondazione Fotografia. A riprova del fatto che ieri è stata una giornata importante per la cultura modenese - e per quella nazionale, visto che siamo davanti a un raro esperimento gestionale pubblico/privato - c’è che in Comune era presente la quasi totalità di quanti oggi si occupano di musei e mostre. Per il resto ben poche le novità rispetto a quanto annunciato nei mesi precedenti, a partire dalla nomina dei dirigenti Lugli e Credi. Anche il nome della direttrice Baldon - tra le 4 finaliste di una selezione a evidenza pubblica del Comune, ma scelta in anticipo mesi fa da Fondazione Foto per sostituire l’ex direttore Filippo Maggia - era data per certo e quindi ieri nessuno si è sorpreso quando è arrivato il suo annuncio. Non nuovi neppure gli obiettivi elencati dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli e da Paolo Cavicchioli, presidente della Fondazione Cassa Modena e Fondazione Foto (quest’ultimo sparisce e si fonde nel Mav). «Valorizziamo - ha spiegato il sindaco - le opportunità e le radici di Modena, dando un segnale di forza che si concretizzerà anche quando sarà pronto il progetto che riguarda S.Agostino, Palazzo Musei ed ex Estense. Non deleghiamo certo le politiche pubbliche culturali», mentre Cavicchioli ha assicurato che «questo è il primo passo significativo verso il coordinamento e l’integrazione tra gli istituti culturali». Complicato anche comprendere quel che accadrà nella gestione del nuovo ente, al quale Baldon lavora da tempo(un esempio sono le riunioni relative al restauro del Sant’Agostino): «I musei della nuova fondazione avranno un calendario unico? E’ uno dei percorsi possibili, vedremo. Non mi occuperò solo di arte contemporanea e sono consapevole che i musei hanno staff diversi e idee diverse di cui parleremo».
Il presidente Lugli infine: «Ho lavorato fuori Modena per molti anni, ma sono legato alla mia città e presto riprenderò la residenza qui. Sono venuto a conoscenza del progetto e mi hanno chiesto se ero disponibile a partecipare». In Italia le fondazioni miste pubblico/privato sono pochissime e Mav, una volta andati in pensione 5 dipendenti pubblici, vedrà una netta prevalenza dei privati a suo tempo assunti da Fondazione Foto.
Il presidente Lugli infine: «Ho lavorato fuori Modena per molti anni, ma sono legato alla mia città e presto riprenderò la residenza qui. Sono venuto a conoscenza del progetto e mi hanno chiesto se ero disponibile a partecipare». In Italia le fondazioni miste pubblico/privato sono pochissime e Mav, una volta andati in pensione 5 dipendenti pubblici, vedrà una netta prevalenza dei privati a suo tempo assunti da Fondazione Foto.
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