Parte il federalismo made in Emilia
La Regione dà il disco verde alle trattative per una maggiore autonomia fiscale
2 MINUTI DI LETTURA
Il vento del secessionismo romagnolo, finora confinato ai bar da Imola a Rimini, torna a soffiare dopo i risultati della catalogna. Anche a Modena la Lega sostiene la bandiera dei colleghi che, oltre Bologna, vorrebbero una regione autonoma e non collegata con l’Emilia.
Ma anche Bonaccini e soci non stanno fermi.
Il governatore modenese continua a rilasciare interviste sulla via emiliana dell’autonomia amministrativa, contrapposta sulla carta a quella più spinta di Lombardia e Veneto, e sempre con lo stesso obbiettivo: non “Via da Roma” come predicano i sudtirolaesi da Bolzano in su, ma “Più soldi da Roma per gli enti locali”.
Ieri in Regione c’è stata una tappa importante nel percorso costituzionale scelto dalla Regione per ottenere una maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna. Dopo aver discusso il Documento di indirizzi varato dalla Giunta, il consiglio regionale ha approvato una risoluzione che impegna il presidenteBonaccini «ad avviare il negoziato con il Governo ai fini dell’intesa prevista dall’articolo 116, comma terzo della Costituzione che consente l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia attraverso una legge dello Stato».
Hanno votato a favore Pd, Si e Mdp, astenuti Fi e AltraER, contrari Ln e Fdi mentre il M5s non ha partecipato al voto.
Il mandato affidato a Bonaccini riguarda tutela e sicurezza del lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture; tutela della salute; competenze complementari e accessorie riferite alla governance istituzionale e al coordinamento della finanza pubblica». Il presidente della Giunta è infine tenuto ad aggiornare il consiglio regionale sull’esito della trattativa.
Ma anche Bonaccini e soci non stanno fermi.
Il governatore modenese continua a rilasciare interviste sulla via emiliana dell’autonomia amministrativa, contrapposta sulla carta a quella più spinta di Lombardia e Veneto, e sempre con lo stesso obbiettivo: non “Via da Roma” come predicano i sudtirolaesi da Bolzano in su, ma “Più soldi da Roma per gli enti locali”.
Ieri in Regione c’è stata una tappa importante nel percorso costituzionale scelto dalla Regione per ottenere una maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna. Dopo aver discusso il Documento di indirizzi varato dalla Giunta, il consiglio regionale ha approvato una risoluzione che impegna il presidenteBonaccini «ad avviare il negoziato con il Governo ai fini dell’intesa prevista dall’articolo 116, comma terzo della Costituzione che consente l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia attraverso una legge dello Stato».
Hanno votato a favore Pd, Si e Mdp, astenuti Fi e AltraER, contrari Ln e Fdi mentre il M5s non ha partecipato al voto.
Il mandato affidato a Bonaccini riguarda tutela e sicurezza del lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture; tutela della salute; competenze complementari e accessorie riferite alla governance istituzionale e al coordinamento della finanza pubblica». Il presidente della Giunta è infine tenuto ad aggiornare il consiglio regionale sull’esito della trattativa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
