Politecnica, un progetto per l’aeroporto di Panama
Sono state ideate le sovrastrutture per la copertura dell’area “Tocumen” Una commessa del valore complessivo di 11 milioni di dollari per conto di Iscom
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La grande cooperativa Politecnica di Modena, fra le maggiori società di progettazione integrata a capitale italiano, architettura, ingegneria e urbanistica, ha realizzato per conto della veronese Iscom spa, la progettazione strutturale delle sovrastrutture che costituiscono l’involucro di copertura del nuovo aeroporto internazionale Tocumen di Panama City, infrastruttura progettata dal famoso architetto Norman Foster. La progettazione da parte di Politecnica si inserisce nell’ambito di una commessa che nel suo complesso, sulla base di quanto diffuso dalla società Iscom, ha un valore che si aggira tra gli 11 e i 12 milioni di dollari.
Il progetto, denominato “Greatness in the sky”, ha previsto in particolare la progettazione costruttiva, da parte di Politecnica, delle strutture di supporto della copertura per il nuovo aeroporto Tocumen di Panama. L’involucro dell’edificio rappresenta un nuovo punto di riferimento per la città di Panama City ed è l’elemento caratterizzante che dimostra l’integrazione tra struttura e strategie ambientali.
«Il progetto della copertura del nuovo aeroporto di Panama - dice la cooperativa - ha una forte impronta italiana. Tutto il materiale con cui verrà realizzata la copertura dell’aeroporto, composto da migliaia di pezzi di dimensioni variabili, è progettato e costruito in Italia da aziende e officine italiane. La sfida tecnica è nell’ideazione di un sistema di elementi a supporto del rivestimento di copertura, per una superficie di quasi 700 metri di sviluppo longitudinale e 180 trasversale, con doppia curvatura continuamente variabile e gradiente molto contenuto. Questo richiede particolare rigore progettuale nella definizione e nel controllo della forma dell’involucro. Una volta poi elaborata la superficie, la progettazione si è rivolta all’ingegnerizzazione degli elementi strutturali che costituiscono il sostegno del manto di copertura e al tempo stesso soluzione della forma geometrica, garantendo la necessaria resistenza agli effetti del vento e dell’azione sismica richiesta dalle norme americane».
«Siamo molto onorati - ha detto Francesca Federzoni, presidente di Politecnica - della possibilità di lavorare al nuovo aeroporto di Tocumen, un progetto che riconosce la leadership internazionale di Politecnica nella progettazione di opere tecnicamente complesse. Questo è per noi motivo di particolare orgoglio ma al tempo stesso di grande responsabilità nei confronti del nostro Paese». Politecnica ha una particolare esperienza nelle opere civili e infrastrutturali realizzate in Paesi in via di sviluppo. Di recente, la progettazione della Ethio European business school e Business innovation centre ad Addis Abeba, e il One Airport Square Building all’interno dell’area di sviluppo dell’aeroporto internazionale di Accra in Ghana.
Politecnica fa capo a 40 soci, ingegneri e architetti, che hanno firmato lavori in oltre 50 Paesi con un fatturato annuo di circa 15 milioni di euro. Cinque le sedi in Italia a Modena, Milano, Bologna, Firenze, Catania e 11 i Paesi di presenza all’estero: Armenia, Belize, Costa d’Avorio, Ghana, Malta, Palestina, Repubblica democratica del Congo, Sierra Leone, Turchia, Etiopia, Kenya.
Il progetto, denominato “Greatness in the sky”, ha previsto in particolare la progettazione costruttiva, da parte di Politecnica, delle strutture di supporto della copertura per il nuovo aeroporto Tocumen di Panama. L’involucro dell’edificio rappresenta un nuovo punto di riferimento per la città di Panama City ed è l’elemento caratterizzante che dimostra l’integrazione tra struttura e strategie ambientali.
«Il progetto della copertura del nuovo aeroporto di Panama - dice la cooperativa - ha una forte impronta italiana. Tutto il materiale con cui verrà realizzata la copertura dell’aeroporto, composto da migliaia di pezzi di dimensioni variabili, è progettato e costruito in Italia da aziende e officine italiane. La sfida tecnica è nell’ideazione di un sistema di elementi a supporto del rivestimento di copertura, per una superficie di quasi 700 metri di sviluppo longitudinale e 180 trasversale, con doppia curvatura continuamente variabile e gradiente molto contenuto. Questo richiede particolare rigore progettuale nella definizione e nel controllo della forma dell’involucro. Una volta poi elaborata la superficie, la progettazione si è rivolta all’ingegnerizzazione degli elementi strutturali che costituiscono il sostegno del manto di copertura e al tempo stesso soluzione della forma geometrica, garantendo la necessaria resistenza agli effetti del vento e dell’azione sismica richiesta dalle norme americane».
«Siamo molto onorati - ha detto Francesca Federzoni, presidente di Politecnica - della possibilità di lavorare al nuovo aeroporto di Tocumen, un progetto che riconosce la leadership internazionale di Politecnica nella progettazione di opere tecnicamente complesse. Questo è per noi motivo di particolare orgoglio ma al tempo stesso di grande responsabilità nei confronti del nostro Paese». Politecnica ha una particolare esperienza nelle opere civili e infrastrutturali realizzate in Paesi in via di sviluppo. Di recente, la progettazione della Ethio European business school e Business innovation centre ad Addis Abeba, e il One Airport Square Building all’interno dell’area di sviluppo dell’aeroporto internazionale di Accra in Ghana.
Politecnica fa capo a 40 soci, ingegneri e architetti, che hanno firmato lavori in oltre 50 Paesi con un fatturato annuo di circa 15 milioni di euro. Cinque le sedi in Italia a Modena, Milano, Bologna, Firenze, Catania e 11 i Paesi di presenza all’estero: Armenia, Belize, Costa d’Avorio, Ghana, Malta, Palestina, Repubblica democratica del Congo, Sierra Leone, Turchia, Etiopia, Kenya.
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