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Terzo Settore, ecco com’è la riforma

Terzo Settore, ecco com’è la riforma

Formigine. Riunione tra Comune e associazioni di volontariato per capire le novità introdotte 

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FORMIGINE. Con una ventina di associazioni e la presenza dei consiglieri comunali, si è svolta una speciale Commissione consiliare Politiche Sociali e Terzo settore. Obiettivo della seduta, l'illustrazione dei contenuti della Riforma del Terzo settore, approvata nel mese di agosto e importante per capire come in futuro le associazioni di volontariato così importanti nell’economia del Paese e nella sua quotidianità dovranno rapportarsi con gli enti locali e le istituzioni.

Il confronto tra consiglieri ed associazioni è stato l'argomento cardine della riforma, che ridefinisce i rapporti tra Terzo Settore e Pubblica Amministrazione. La richiesta più sentita è stata quella di programmare diversi focus di approfondimento, su come il Comune si adeguerà all’ istituzione del registro unico nazionale, il quale raccoglierà tutti i soggetti del Terzo Settore (cambiamento al quale si arriverà nell ’arco del 2018); sulle novità fiscali e sull' omogeneità delle procedure per adeguarsi alla legge.

«Questa riforma - ha spiegato l’assessore all’Associazionismo e Terzo Settore Simona Sarracino - dà una risposta normativa organica alla frammentazione presente nel mondo del volontariato, senza tuttavia sminuire l’autonoma iniziativa dei cittadini che liberamente si associano».

È previsto uno strumento di divulgazione il più semplice possibile che divenga un patrimonio conoscitivo per tutti i volontari, i cittadini e non solo per gli organi direttivi delle associazioni. La commissione è stata anche l’occasione per richiamare gli ambiti nei quali la collaborazione tra Terzo Settore e Pubblica amministrazione è già attiva, in particolare sulle misure di contrasto alla povertà attivate a livello nazionale, regionale e comunale. Queste misure prevedono un sostegno economico che va da un periodo minimo di sei mesi ad un massimo di dodici, per un contributo che non può andare oltre 400 euro, a fronte di un progetto di inclusione sociale che prevede anche attività di volontariato presso le realtà locali.

Per poter accedere al Sostegno Inclusione Attiva (Sia) o al Reddito di Solidarietà (Res) è necessario rivolgersi allo Sportello sociale di via Unità d’Italia negli orari di apertura al pubblico. (f.t.)

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