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S. Felice, 31° colpo e Alessi Bici dice: «Chiudo»

di Valentina Corsini
S. Felice, 31° colpo e Alessi Bici dice: «Chiudo»

Razzia in cinque minuti per rubare 14 biciclette «Non so se l’assicurazione coprirà, non posso dargli torto»

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SAN FELICE. No, non è Scherzi a parte, e nemmeno una barzelletta. Ma la realtà dei fatti, seppur incredibile: 31° colpo in cinque anni da Alessi Bici, dell’ammontare di ben 20mila euro che, probabilmente, costringerà il titolare ad abbassare definitivamente la serranda della sua attività.

«L’assicurazione mi ha sempre coperto, ma questa volta temo non lo farà. Come dargli torto dopo così tanti furti? Quindi non mi resta che chiudere», ammette sconsolato Alessandro Alessi. Sì perché i ladri sono tornati nella rivendita di biciclette di via Lavacchi lunedì alle 23.25. Particolare, questo, non sottovalutabile in quanto dalle 23.30 esatte fino alle 5.30 sarebbe stato in funzione il sistema di antintrusione a nebbiogeno e, forse, l’imprenditore non si sarebbe trovato nuovamente alle prese con uno scenario fin troppo conosciuto: quello della devastazione dinnanzi all’ennesimo furto e alla rabbia e all’impotenza per non sapere più come impedire i continui assalti. Tanto da prendere la decisione estrema di chiuderla una volta per tutte.

La 31ª intrusione, infatti, è di quelle (purtroppo) da ricordare: in pochi minuti la banda è riuscita a smontare parte di una porta del negozio e rubare diverse bici costose.

Amaro lo sfogo di Alessandro: «Sono dei mostri. Stavolta dovevano essere almeno in una decina, perché sono stati velocissimi ed organizzati: sono arrivati alle 23.25 e dopo aver agganciato parte della porta ad un mezzo, un’auto o un furgone, e averla completamente smontata, sono entrati. Si sono portati via 14 biciclette Ebike, di quelle a pedalata assistita e di ultima generazione, che avevo esposto domenica in centro durante Sepulchrum: 20mila euro di bottino. Erano tutte legate tra loro e ad uno scaffale con delle grosse catene antitaglio, ma non ho trovato neppure quelle. L’allarme è scattato subito, a differenza dei nebbiogeni che sarebbero entrati in funzione cinque minuti dopo, ma quando mi sono precipitato qui, in tre minuti e mezzo d’orologio, loro erano già spariti».

Non solo, perché i banditi prima di fuggire si sono anche premurati di sbarrare la strada ad Alessi, probabilmente immaginando il suo arrivo a seguito dello scattare dell’allarme. «Per evitare che entrassi nel cortile del negozio con il furgone e farmi perdere tempo, hanno bloccato i cancelli con del fil di ferro - tuona Alessandro - e sono scappati dal campo qui a fianco per poi caricare le bici in via dell’Industria, di fronte alla Smaltiflex: le impronte nell’erba lasciate dal mezzo con cui sono fuggiti riconducevano proprio al parcheggio della ditta. I carabinieri sono arrivati subito, ma dei ladri non c’era più traccia. Potrei trasferirmi, ma dove lo trovo in centro a San Felice un negozio di 500 metri quadrati come questo? E a che costi? L’assicurazione mi ha sempre risarcito, ma non mi stupirei se questa volta mi mollasse. Siamo entrambi vittime di un sistema che non funziona più e in balia di questi eventi che ti costringono a dire basta».
 

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