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Tutti ai domiciliari per non inquinare le prove raccolte

Tutti ai domiciliari per non inquinare le prove raccolte

Gianni Lolli (nella foto), ex manager del Consorzio Cooperative Costruzioni, aveva terminato il suo impiego di procuratore speciale il 31 dicembre 2013 ma continuava a recararsi in Sardegna per...

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Gianni Lolli (nella foto), ex manager del Consorzio Cooperative Costruzioni, aveva terminato il suo impiego di procuratore speciale il 31 dicembre 2013 ma continuava a recararsi in Sardegna per seguire alcuni affari come lui stesso ha comunicato alla Finanza in una memoria difensiva. Il 63enne originario di Soliera e residente a Castelnuovo è uno degli esponenti più importanti delle cooperazione edile modenese e ha trascorso buona parte della sua carriera in Ccc. Ha amicizie importanti anche in terra geminiana tanto che la notizia del suo arresto è presto rimbalzata nei corridoi della politica e dell’imprenditoria. Dovrà restare ai domiciliari come ha disposto il gip. E lo stesso dovrà fare Renato Copparoni, 65 anni, ex portiere con esperienze in Serie A e collaboratore della Cpl Concordia. Così come per gli altri tre arrestati c’è infatti il rischio di reiterazione del reato - non è infatti dato sapersi che fine ha fatto la seconda tranche della mazzetta - e soprattutto di inquinamento delle prove: il timore è che possano concordare, incontrandosi, una versione unanime alle contestazioni. (fd)

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