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Ausl: «Cure palliative, Ant sbaglia»

Ausl: «Cure palliative, Ant sbaglia»

Replica a chi chiedeva più assistenza: «Facciamo con nostre risorse ciò che vorrebbe fare l’associazione»

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«In provincia di Modena esiste un modello condiviso di assistenza domiciliare ai malati gravi – dunque non sono solo oncologici – centrato sui medici di famiglia, che lavorando con i propri colleghi palliativisti e infermieri dedicati, forniscono un’assistenza di qualità, capillare ed uniforme su tutto il territorio».

Lo ribadisce la Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) di Modena in merito a quanto dichiarato ieri dai vertici dell’Ant sul nostro giornale.

«Il coinvolgimento dei medici di medicina generale- continuano - assicura la continuità di relazione con pazienti e famiglie, personalizzazione e umanizzazione delle cure ed elevati standard sanitari».

«Ringraziamo sentitamente, ma non abbiamo alcun bisogno che sia Ant, in modo peraltro errato e fuorviante, a ricordarci temi che sono prioritari per questa Direzione», dichiara il direttore generale dell’Azienda Usl Massimo Annicchiarico.

«Modena è infatti un’eccellenza nelle cure palliative domiciliari: nel 2016 sono state assistite a casa propria 1389 persone, con un incremento annuo che sfiora il 20% e la percentuale più alta in Regione (41% dei pazienti). Ben vengano risorse del volontariato: ad oggi però l’Azienda Usl effettua già con risorse proprie ciò che vorrebbe attestarsi Fondazione Ant, che in questo campo opera già in convenzione con l’Ausl di Modena non gratuitamente, ma bensì dietro corrispettivo economico».

Affermare che a Modena si tiene ai margini il volontariato «è smentito dalla stessa Favo (Federazione nazionale delle Associazioni di Volontariato Oncologico) che qui ha individuato una delle migliori esperienze nazionali nel campo delle collaborazioni in oncologia fra aziende sanitarie ed associazioni. L'Azienda Usl di Modena sta rispettando le direttive regionali sulla riorganizzazione della Rete Locale di Cure Palliative. È già attivo l’ambulatorio di cure palliative di Castelfranco - chiude l’Ausl - e di imminente apertura quello del Policlinico. Il volume di assistenza in Hospice, ancora insufficiente, sarà migliorato dalla già programmata attivazione dell’Hospice di Castelfranco. Altre due analoghe strutture saranno realizzate a Fiorano e San Possidonio».



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