LA COOP SULLA VICENDA DI NUORO
Cpl sulle tangenti «Noi siamo estranei»
«Dalla personalità degli indagati si desume che vi sia un concreto ed attuale pericolo di reiterazione di reati della stessa indole e un pericolo di inquinamento probatorio». Lo scrive il Gip di...
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«Dalla personalità degli indagati si desume che vi sia un concreto ed attuale pericolo di reiterazione di reati della stessa indole e un pericolo di inquinamento probatorio». Lo scrive il Gip di Cagliari Giuseppe Pintori nell’ordinanza con la quale sono finiti agli arresti domiciliari Davide Galantuomo, 56 anni, ex presidente dell’Ente acqua Sardegna e già sindaco di Quartu Sant’Elena, l’ex calciatore Renato Copparoni, Salvatore Pinna, ingegnere di Desulo (Nuoro), Gianni Lolli, di Modena, dirigente del Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna e Luigi Betti, di Forlì, dipendente di una cooperativa che faceva parte del Consorzio.
«Emerge nel caso in esame - scrive il Gip nell’ordinanza - lo sviamento dei pubblici poteri e la finalità di profitto privato che spinge i pubblici amministratori alla violazione dei propri doveri e delle complesse norme sugli appalti pubblici». Secondo il giudice, “il profitto conseguito dal Galantuomo e dal Copparoni, attraverso la compiacente intermediazione del Pinna, di notevole valore, pari alla spregiudicatezza dimostrata nella vicenda. Altrettanto riprovevole il comportamento dei due rappresentanti delle imprese appaltatrici, anch’essi spregiudicati nel cercare di ottenere il massimo del profitto”.
Ma tra Copparoni e Galantuomo c’erano stati anche momenti di tensione tanto che l’ex portiere esprime il proprio disappunto per il tentativo di escluderlo dalla tangente che sarà così spartita: 55mila euro a Pinna, che avrebbe anche emesso una fattura falsa in modo da incassare la mazzetta, 20mila a Galantuomo e 15mila a Copparoni. In una intercettazione Copparoni chiede a Pinna il taglio delle banconote: “Sono da 500?”. E gli viene risposto: «No da 50 e 100».
Intanto Cpl, che non è coinvolta nell’inchiesta, prende le distanze da Copparoni, legato alla coop di Concordia al momento della trattativa per la tangente e alla dazione della prima tranche. «Cpl ritiene doveroso precisare di non essere assolutamente coinvolta a nessun titolo nella vicenda, né come azienda né con suoi dipendenti. Infatti, una delle persone poste agli arresti domiciliari, Renato Copparoni, erroneamente indicato da alcune testate giornalistiche come dipendente Cpl, ha risolto il rapporto fin dall’ottobre 2014».
«Emerge nel caso in esame - scrive il Gip nell’ordinanza - lo sviamento dei pubblici poteri e la finalità di profitto privato che spinge i pubblici amministratori alla violazione dei propri doveri e delle complesse norme sugli appalti pubblici». Secondo il giudice, “il profitto conseguito dal Galantuomo e dal Copparoni, attraverso la compiacente intermediazione del Pinna, di notevole valore, pari alla spregiudicatezza dimostrata nella vicenda. Altrettanto riprovevole il comportamento dei due rappresentanti delle imprese appaltatrici, anch’essi spregiudicati nel cercare di ottenere il massimo del profitto”.
Ma tra Copparoni e Galantuomo c’erano stati anche momenti di tensione tanto che l’ex portiere esprime il proprio disappunto per il tentativo di escluderlo dalla tangente che sarà così spartita: 55mila euro a Pinna, che avrebbe anche emesso una fattura falsa in modo da incassare la mazzetta, 20mila a Galantuomo e 15mila a Copparoni. In una intercettazione Copparoni chiede a Pinna il taglio delle banconote: “Sono da 500?”. E gli viene risposto: «No da 50 e 100».
Intanto Cpl, che non è coinvolta nell’inchiesta, prende le distanze da Copparoni, legato alla coop di Concordia al momento della trattativa per la tangente e alla dazione della prima tranche. «Cpl ritiene doveroso precisare di non essere assolutamente coinvolta a nessun titolo nella vicenda, né come azienda né con suoi dipendenti. Infatti, una delle persone poste agli arresti domiciliari, Renato Copparoni, erroneamente indicato da alcune testate giornalistiche come dipendente Cpl, ha risolto il rapporto fin dall’ottobre 2014».
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