La Modena: «Rivoglio il posto in reparto»
La prof: «Chiedo giustizia, non vendetta. L’insegnamento mi piace ma chiedo di riavere i pazienti»
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«Sì, sono venuta in tribunale per la sentenza e sono rimasta sconvolta. Sono venuta con tutti i testimoni, Chiara Leuzzi, Letizia Reggianini, Chiara Venturelli. Tutti testimoni della difesa. È successo qualcosa di grosso, è stato bloccato tutto».
Così ieri mattina commentava la professoressa Maria Grazia Modena all’uscita dall’udienza su “Caso Cardiologia”, alla quale ha partecipato in veste di semplice spettatrice dopo l’assoluzione in appello.
«Un avvocato di Roma ha presentato un’ìstanza per spostare il processo e cita alcuni casi clamorosi come quello della paziente morta e resuscitata che è viva e vegeta. Anzi, è stata salvata dal professor Sangiorgi e non era affatto in una sperimentazione. Parla dei faldoni mai scomparsi. Del verbale non firmato di Giovanardi che ha portato alla mia condanna. Insomma, siamo rimasti tutti di stucco. D’altra parte aspetto al Cassazione poi parlerò a lungo con i giornali e le televisioni di Modena». La professoressa spiega di essere «molto mortificata». E aggiunge: «Sono nove mesi che mi hanno assolto e non ho ancora uno studio. Non mi vogliono in ospedale. Insegno ma io non amo solo l’insegnamento. Io voglio tornare ai miei pazienti».
Tornando al processo, ha aggiunto: «Siamo tutti qui oggi a dimostrare che siamo delle brave persone. Altrimenti non venivamo qui a sentire cosa dicevano di Sangiorgi, Biondi Zoccai, del povero Luigi Politi che è dovuto andare a vivere a Milano e sua moglie Francesca Bursi che ha dovuto lasciare questa Cardiologia nuova nella quale non si trovava bene»
«In questi sei anni hanno distrutto famiglie, professionisti E cosa è successo oggi? Perché non c’è stata la sentenza? Io ho percepito una grande agitazione tra gli avvocati i giudici e il pm».
Poco dopo è tornata a parlare con i cronisti. «Io non voglio vendetta - ha detto la Modena - voglio giustizia applicata per tutti. Voglio una verifica di giustizia».
Poi è tornata alla carica sullle sue richieste: «Io voglio tornare dai miei pazienti, perché non ho fatto niente, perché rivoglio il mio posto. Hanno interrotto la mia missione. Ho fatto quello tutta una vita. Avevo creato un ottimo reparto. Cosa ne hanno fatto di questo reparto? Le persone migliori se ne sono andate. Chi ci è rimasto? Io non sono più tornata: pare che non sia molto desiderata». (c.g.)
Così ieri mattina commentava la professoressa Maria Grazia Modena all’uscita dall’udienza su “Caso Cardiologia”, alla quale ha partecipato in veste di semplice spettatrice dopo l’assoluzione in appello.
«Un avvocato di Roma ha presentato un’ìstanza per spostare il processo e cita alcuni casi clamorosi come quello della paziente morta e resuscitata che è viva e vegeta. Anzi, è stata salvata dal professor Sangiorgi e non era affatto in una sperimentazione. Parla dei faldoni mai scomparsi. Del verbale non firmato di Giovanardi che ha portato alla mia condanna. Insomma, siamo rimasti tutti di stucco. D’altra parte aspetto al Cassazione poi parlerò a lungo con i giornali e le televisioni di Modena». La professoressa spiega di essere «molto mortificata». E aggiunge: «Sono nove mesi che mi hanno assolto e non ho ancora uno studio. Non mi vogliono in ospedale. Insegno ma io non amo solo l’insegnamento. Io voglio tornare ai miei pazienti».
Tornando al processo, ha aggiunto: «Siamo tutti qui oggi a dimostrare che siamo delle brave persone. Altrimenti non venivamo qui a sentire cosa dicevano di Sangiorgi, Biondi Zoccai, del povero Luigi Politi che è dovuto andare a vivere a Milano e sua moglie Francesca Bursi che ha dovuto lasciare questa Cardiologia nuova nella quale non si trovava bene»
«In questi sei anni hanno distrutto famiglie, professionisti E cosa è successo oggi? Perché non c’è stata la sentenza? Io ho percepito una grande agitazione tra gli avvocati i giudici e il pm».
Poco dopo è tornata a parlare con i cronisti. «Io non voglio vendetta - ha detto la Modena - voglio giustizia applicata per tutti. Voglio una verifica di giustizia».
Poi è tornata alla carica sullle sue richieste: «Io voglio tornare dai miei pazienti, perché non ho fatto niente, perché rivoglio il mio posto. Hanno interrotto la mia missione. Ho fatto quello tutta una vita. Avevo creato un ottimo reparto. Cosa ne hanno fatto di questo reparto? Le persone migliori se ne sono andate. Chi ci è rimasto? Io non sono più tornata: pare che non sia molto desiderata». (c.g.)
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