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Licheni per analizzare l’aria Anche il Consiglio approva

Licheni per analizzare l’aria Anche il Consiglio approva

FINALE. Diventa ancora più di attualità, dopo il rogo alla centrale elettrica Enel Green Power, il voto all’unanimità del Consiglio comunale, che ha approvato la la mozione presentata dai consiglieri...

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FINALE. Diventa ancora più di attualità, dopo il rogo alla centrale elettrica Enel Green Power, il voto all’unanimità del Consiglio comunale, che ha approvato la la mozione presentata dai consiglieri di opposizione Elena Terzi e Pierpaolo Salino sul monitoraggio ambientale tramite biondicatori o bioaccumulatori.

Il documento impegna Giunta e sindaco a trovare entro la fine di ottobre una struttura idonea, un ente certificato per svolgere questo tipo di ricerche e analisi, che sia di natura pubblica o privata, il cui lavoro dovrà avere inizio la prossima primavera e dovrà svolgersi per almeno cinque anni.

«Questo provvedimento - commenta Salino - è un passo importante per capire la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Grazie a questa ricerca, usata già in altri territori per esaminare la qualità dell’aria, saremo in grado di arrivare a risultati certi e approfonditi che integreranno le rilevazioni di Arpae. E finalmente vengono abbandonati gli slogan e si affronta la questione ambientale in modo serio e programmato. Ora vigileremo affinché l’Amministrazione predisponga lo studio nei tempi stabiliti e mantenga gli impegni presi davanti ai cittadini».

Il monitoraggio dovrà essere effettuato tramite bioindicatori o bioaccumulatori, recependo quanto esposto dal dottor Fabrizio Pedrabissi durante il Consiglio comunale aperto sul tema ambientale. Pedrabissi, intervenuto come membro dell’associazione medici per l’ambiente, aveva portato un suo studio sui licheni usati come bioindicatori, grazie al loro metabolismo dipendente essenzialmente dall’atmosfera, dalla loro impossibilità di liberarsi delle parti vecchie e dal loro lento accrescimento, la grande longevità e tolleranza agli inquinanti.

Lo studio, che riguardava campioni estrapolati nel 2016 in zona via Bonacatti e via Cimitero, aveva riscontrato elevati contenuti di metalli pesanti, pari circa a quelli riscontrabili nelle zone limitrofe alle acciaierie di Cremona.

Manuele Palazzi

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