Profughi, chi ha fornito la droga?
Fanano. I due ragazzi con lo spinello saranno allontanati. Caleidos: «Di sicuro non spacciavano»
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FANANO . «Quei ragazzi hanno sbagliato e sono stati allontanati. Ma non veniteci a dire che hanno portato loro la droga a Fanano». La coop Caleidos interviene sul clima di sospetto che si respira in paese dopo il “caso spinello”: i due profughi sorpresi dai carabinieri a fumare marijuana e quindi allontanati in via prudenziale dalla Caleidos dalla palazzina di piazza Vittoria dove si trovavano solo da 15 giorni, con altri 8 richiedenti asilo (4 in un appartamento, e 6 in un altro). In realtà solo uno, 27enne, è stato sorpreso a fumare. Ma l'altro, 19enne, è stato trovato in possesso di un grinder, un macinatore d'erba.
«Era disperato quando lo abbiamo trasferito - spiega Giorgio Dell'Amico, coordinatore del progetto per la Caleidos - ci ha detto: “Perché mi mandate via? Non ho fatto niente”. Gli abbiamo spiegato che non lo cacciavamo via ma lo spostavamo, assieme all'altro, a Modena, spiegando a tutti e due che era bene facessero una bella riflessione su quello che volevano fare in Italia. Ha detto che lui vuole comportarsi bene, che era un fumatore solo di sigarette e che sarebbe andato in farmacia a prendere i cerotti per smettere anche quelle. L'altro invece ha ammesso di fumare spinelli ogni tanto, ma ha specificato di non aver mai venduto droga. E in effetti in casa non ne è stata trovata».
Al loro posto arriveranno nei prossimi giorni altri due richiedenti asilo, per un progetto di inserimento che dopo questo episodio rischia di essere ancora più complicato. «Però chiediamoci anche - dice Dell'Amico - come è arrivata questa droga ai profughi. Sono stati visti diverse volte con un gruppo di ragazzi fananesi già noti alle forze dell'ordine: mi pare più probabile che siano stati gli italiani ad andare da loro proponendo qualcosa, che non viceversa».
Da parte sua, il sindaco Stefano Muzzarelli parla di «fatto grave che non è rimasto impunito. Il Comune, assieme alle forze dell’ordine, si è impegnato a fare controlli per intercettare ogni tipo di situazione anomala, e così è stato anche in questo caso. I populismi e l’odio di certo non miglioreranno la situazione».
Daniele Montanari
«Era disperato quando lo abbiamo trasferito - spiega Giorgio Dell'Amico, coordinatore del progetto per la Caleidos - ci ha detto: “Perché mi mandate via? Non ho fatto niente”. Gli abbiamo spiegato che non lo cacciavamo via ma lo spostavamo, assieme all'altro, a Modena, spiegando a tutti e due che era bene facessero una bella riflessione su quello che volevano fare in Italia. Ha detto che lui vuole comportarsi bene, che era un fumatore solo di sigarette e che sarebbe andato in farmacia a prendere i cerotti per smettere anche quelle. L'altro invece ha ammesso di fumare spinelli ogni tanto, ma ha specificato di non aver mai venduto droga. E in effetti in casa non ne è stata trovata».
Al loro posto arriveranno nei prossimi giorni altri due richiedenti asilo, per un progetto di inserimento che dopo questo episodio rischia di essere ancora più complicato. «Però chiediamoci anche - dice Dell'Amico - come è arrivata questa droga ai profughi. Sono stati visti diverse volte con un gruppo di ragazzi fananesi già noti alle forze dell'ordine: mi pare più probabile che siano stati gli italiani ad andare da loro proponendo qualcosa, che non viceversa».
Da parte sua, il sindaco Stefano Muzzarelli parla di «fatto grave che non è rimasto impunito. Il Comune, assieme alle forze dell’ordine, si è impegnato a fare controlli per intercettare ogni tipo di situazione anomala, e così è stato anche in questo caso. I populismi e l’odio di certo non miglioreranno la situazione».
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