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Riciclaggio e paradisi fiscali Modena è zona a rischio

Riciclaggio e paradisi fiscali Modena è zona a rischio

Nel rapporto semestrale di Banktalia segnalati 529 casi nella nostra provincia Zavatti: «Un nesso tra risorse illegali, il riciclaggio e alcune presenze mafiose»

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Modena conferma il suo primato negativo in materia di operazioni sospette di riciclaggio. La nostra provincia è la maglia nera nella regione per quanto riguarda il numero di segnalazioni di operazioni finanziarie sospetti in rapporto alla popolazione e al numero di imprese presenti sul territorio. A lanciare ancora una volta l’allarme è Franco Zavatti, coordinatore legalità e sicurezza della Cgil Emilia Romagna. Leggendo i dati del report annuale dell’Ufficio investigazioni finanziarie della Banca d’Italia sulle segnalazioni di operazioni economiche sospetto, spostamenti di grosse cifre di denaro in paradisi fiscali e finanziamenti del terrorismo internazionale emerge un dato di illegalità diffusa appunto preoccupante.

Modena , insieme a Bologna e Ferrara, è anche quella dove avviene il numero più elevato di operazioni sospette legate allo scambio di oro. Non solo: Modena con Ravenna è anche in testa nel traffico dei bonifici con i paradisi fiscali sparsi nei quattro angoli del mondo. Andiamo con ordine. I numeri di Bank’Italia spiegano che l’Emilia Romagna è al quinto posto in Italia in questa poco edificabile classifica, preceduta da Lombardia, Campania, Lazio e Veneto.

Nell’area emiliano romagnola le operazioni sospette rilevate dall’Ufficio investigazioni sono 3250 nei primi sei mesi di quest’anno, 522 in più rispetto al 2015. Esse sono spalmate tra le 753 di Bologna - prima in valore assoluto dunque - e le 529 di Modena. Seguono le altre province: Reggio 446 operazioni, Parma 408, Rimini 311, Forlì 242, Ravenna 224, Piacenza 204 mentre chiude Ferrara con 133 possibili reati finanziari segnalati.

La Banca d’Italia mette sotto la lente di ingrandimento delle categorie che svolgono possibili illeciti soprattutto gli intermediari finanziari in primis, seguiti da imprenditori e operatori del commercio. Zavatti della Cgil mette appunto in guardia: «Il semestre ancora caldo che abbiamo alle spalle - spiega il sindacalista - riporta numeri pesanti, drammatici per la nostra economia anche per il nesso che c’è tra risorse illegali, riciclaggio, presenze mafiose sul territorio come ha ricordato di recente anche il pentito Valerio nelle recenti udienze del processo Aemilia. Il sindacato insiste per abbattere il troppo silenzio e incredulità su questi argomenti che ancora persistono: se ne parla troppo poco, nella società civile e in ambito politico». Sono tanti i dati segnalati nel rapporto, relativi all’Emilia Romagna. "«Uno dei più preoccupanti - termina Zavatti - riguarda il traffico con i paradisi fiscali: Modena e Ravenna sono in testa con circa il 15% del totale dei bonifici esteri seguite da Bologna e Reggio con il 10%».

Stefano Luppi

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