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Modena: agguato sulla via di casa e inseguimento in bici

Modena: agguato sulla via di casa e inseguimento in bici

Il 33enne è dovuto fuggire pedalando a più non posso da due banditi appostati che volevano aggredirlo per rapinarlo nei pressi di via Tamburini e laterali

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MODENA. È riuscito a sfuggire ad un agguato soltanto perché, a forza di girare e di scappare ha pedalato un po’ più forte ed ha staccato i due assalitori quel tanto che basta per avere un po’ di vantaggio, il tempo necessario per precipitarsi in casa e chiudersi dentro.

Arrabbiato e choccato, il 33enne modenese racconta la sua terribile esperienza avvenuta l’altra notte. «Ero in bicicletta, ero stato con amici e stavo rientrando a casa verso l’una di notte. Abito in via Ridolfi e per raggiungerla stavo percorrendo in bici via Sigonio. In prossimità dell'incrocio con via Tamburini sono sbucati sbucano due maghrebini, che si sono infilati il cappuccio della felpa in testa e che mi hanno subito messo nel mirino. Mi sentivo osservato e mentre svoltavo in via Tamburini ho visto uno dei due prendere il cellulare e parlottare».

Era la chiamata ai complici, il segnale che qualcuno stava arrivando verso loro. Il giovane modenese infatti, era in sella ad una bici costosa e con sé aveva il portafoglio ed altri effetti personali. «Infatti ad aspettarmi all’incrocio con via della Pace c’erano altri due, in bici, sempre con il cappuccio calato. Me la sono vista brutta, i miei timori erano diventati realtà. Allora ho iniziato a scappare pedalando, a svoltare nelle vie laterali. Dovevo raggiungere casa, in via Ridolfi, ma avevo loro dietro che non mi mollavano. Ho fatto più volte una “otto” tra le strade laterali, la via Piranesi e Ridolfi, e alla fine ce l ho fatta, li ho un po’ staccati e sono riuscito ad aprire il portone di casa e a chiudere. Poi, dopo poco, sono uscito con un bastone, ma non c’era più nessuno. È andata bene, ma se ci fosse stato un altro, magari di sera i miei genitori anziani o una donna? Qui ci sono bande che attendono chi rientra a casa per rapinare, ma come siamo finiti?»

Stefano Totaro
 

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