maranello
Alla scoperta dell’Industria 4.0, tra economia e futuro
di Fabrizio Tosi
MARANELLO. Una serata all’insegna dell’industria 4.0 e della nuova economia hanno fatto registrare il tutto esaurito all’Auditorium Enzo Ferrari, l’altra sera. Relatori di questa iniziativa,...
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MARANELLO. Una serata all’insegna dell’industria 4.0 e della nuova economia hanno fatto registrare il tutto esaurito all’Auditorium Enzo Ferrari, l’altra sera. Relatori di questa iniziativa, incentrata sul connubio di questi due fattori e resa possibile grazie a Clemente Ingenito del Rotary Club Sassuolo, con la collaborazione dell’Università di Modena e Reggio ed il patrocinio del comune di Maranello, la professoressa universitaria Sonia Bergamaschi del dipartimento Enzo Ferrari ed il Direttore Marketing Comunicazione ed Innovazione di Banca Mediolanum Oscar di Montigny. «L’Industria 4.0 coinvolge un’innovazione scientifica e tecnologica per ciò che riguarda l’informatica - ha aperto la Bergamaschi - ogni innovazione è sinonimo di sfida, con alla base importanti fattori su cui stiamo lavorando per formare laureati pronti ad affrontare queste sfide future. Queste nuove “competizioni” si basano sullo studio di sistemi e tecnologie che permetteranno all’utente di parlare direttamente con la macchina, tramite l’utilizzo di macchine intelligenti interconnesse e collegate ad internet». Un futuro dove l’informatica avrà sempre maggior potere, ma non sostituirà definitivamente l’uomo, anzi aprirà delle nuove opportunità in campo lavorativo, soprattutto per quanto riguarda il lavoro cognitivo. Opportunità che l’Emilia e il territorio di Maranello non si faranno scappare, dato il coinvolgimento di alcune imprese locali, tra cui Ferrari, pronte a collaborare con l’Università per garantire una formazione ai futuri dottorandi. Anche l’economia sta subendo grandissimi cambiamenti ma, secondo Di Montigny, nuovi eroi dovranno essere protagonisti di quest’innovazione, ad iniziare dai giovani: «Occorre creare un vantaggio per la collettività, soltanto cosi potranno iniziare a cambiare le cose. Per farlo occorre avere delle solide basi, avere cura delle cose, mettendo da parte l’egoismo ed il benefit personale. L’essere umano resta la migliore di tutte le tecnologie, solo noi possiamo rimettere in piedi ciò che sembra perduto». Soddisfatto della serata Clemente Ingenito: «Speriamo di esser riusciti a trasmettere al giovane pubblico il nostro messaggio, invitandoli a riflettere su ciò che sta accadendo in questo terzo millennio. La competenza e la collaborazione sono punti di forza per affrontare le sfide, soprattutto in una terra come questa, dove il sogno di vittoria è sempre stato in cima alla lista dei desideri».
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