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Famiglie, pensionati e impiegati sul lastrico

Famiglie, pensionati e impiegati sul lastrico

Il promotore prometteva interessi stellari: si presentava in Porsche, faceva la bella vita e sperperava

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Nessuno sino a qualche giorno fa si era mai lamentato e questo giro, hanno riferito i militari della Finanza, durava da almeno una decina d’anni. Fiducia assoluta: era quella che decine di famiglie, pensionati, insegnanti, semplici dipendenti e anche grassi imprenditori, riponevano in Alessandro Ansaloni. E anche quando ormai il gioco era stato svelato, il broker almeno in due casi è riuscito “a rilanciare”: a chi lo aveva contattato dopo aver saputo dell’indagine e dei domiciliari (nell'altro caso è stato lui stesso a telefonare) lui ha detto di stare tranquillo, di non preoccuparsi perché i soldi c’erano, erano ben occultati all’estero, l’importante era però non presentare alcuna denuncia contro di lui altrimenti i tempi si sarebbero troppo allungati e allora addio patrimonio.

Ma questo addio al patrimonio era già stato sancito: come hanno riferito i nostri finanzieri un facoltoso imprenditore, allettato dalla possibilità di grandi guadagni facili, aveva messo nelle sua mani ben due milioni di euro. Una giovane barista gli consegnava 300-400 euro al mese e alla fine aveva “versato” circa trentamila euro. Lo stesso dicasi per parecchi pensionati che hanno “investito” cifre più o meno simili, i quali hanno saputo di essere finiti sul lastrico proprio dagli stessi militari della Finanza e di essere crollati dalla disperazione. Tutto questo, come detto, perché il 54enne non aveva mai destato alcun sospetto: inizialmente aveva elargito i cosiddetti primi interessi, ogni tanto faceva vedere qualcosa mentre i suoi clienti non potevano mai avere una visione diretta, un accesso ai conti, ai “luoghi” dove fisicamente si dovessero trovare i propri risparmi. Tutto era pressoché dato in mano ad Ansaloni, contanti, versamenti, assegni. C’è stato anche un caso di una persona che, avendo un mutuo da pagare, richiedeva indietro il denaro investito: anche i questo caso Ansaloni ce l’aveva fatta, era riuscito a convincere il cliente che era più conveniente pagare le penali alla banca del mutuo che disinvestire, perché da lì a poco il gruzzolo avrebbe fruttato un mucchio di soldi. Ma era un mucchio di balle.

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