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Modenese investita sulle strisce: il maxirisarcimento ariva dopo 9 anni

di Carlo Gregori
Modenese investita sulle strisce: il maxirisarcimento ariva dopo 9 anni

Fu travolta sulle strisce riportando danni gravi ma l’assicurazione si rifiutò di pagare. Il giudice: ha diritto a 500mila euro

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Un’auto proveniente dalla sua destra la investì mentre iniziava ad attraversare a piedi le strisce pedonali . L’urto le procurò gravi lesioni seguite da cure e purtroppo anche danni permanenti. È rimasta segnata nel fisico. La sua capacità di lavorare ne ha risentito. Quel maledetto giorno di nove anni fa a Vignola non passa, eppure l’Assicuratrice Milanese, per il guidatore, non ha mai voluto riconoscere il danno perché sosteneva che la colpa era sua, del pedone che camminava fuori dalle strisce con la testa abbassata «in coincidenza del passaggio di veicolo a impedire la visibilità». Il giudice ha ritenuto invece, in base a una testimonianza “esterna”, che la ragazza camminava sulle strisce e ha stabilito che l’assicurazione deve pagare quasi mezzo milione, compresi gli interessi.

A far causa all’assicurazione sono stati la giovane e i genitori, assistiti dagli avvocati Giovanni Zanasi e Mario Leoni. Era lunga la lista delle richieste di risarcimento: danno biologico, danno morale, rimborso delle spese mediche, riabilitative, della sedia a rotelle, risarcimento del danno dovuto «a diminuita capacità di reddito» e un risarcimento ai genitori per «danno non patrimoniale riflesso». Il perito del giudice ha riconosciuto che il trauma cranico commotivo riportato dalla giovane ha prodotto «postumi a carattere permanente» con gravi esiti fisici e psicologico. Ha fissato un tasso di invalidità permanente biologica del 28%, un’inabilità assoluta di 56 giorni più un periodo meno grave durato altri mesi e ripercussioni sulla sua attività di impiegata d’ufficio. A testimoniare è stato chiamato un amico del guidatore, in quel momento sull’auto, che ha riferito che l’auto era arrivata a un incrocio in cui non era possibile vedere con chiarezza; è stato in quel punto che è sbucata la giovane attraversando fuori dalle strisce col capo abbassato. Ma il testimone successivo, che non conosceva nessuno dei coinvolti, ha riferito un’altra versione, ritenuta dal giudice più plausibile: era sulla sua auto nei paraggi quando ha visto la giovane attraversare sulle strisce zebrate e poi venire urtata dall’auto proveniente dalla sua destra, «dopo che sicuramente aveva già cominciato l’attraversamento e mossi vari passi». Considerando questa testimonianza con maggiore valore di prova, emerge che la ragazza aveva già fatto qualche passo e quindi il guidatore dell’auto ha violato in modo macroscopico l’obbligo di precedenza, al di là della camminata a capo basso.

Il calcolo del risarcimento (basato sulle Tabelle Milanesi) prevede un conto da 179mila euro al quale si aggiunge un «aumento personalizzato in rapporto alla penosità degli effetti delle lesioni» che comprendono anche il danno morale. E ancora: 121mila euro per il danno patrimoniale da diminuita capacità di reddito, in base all’invalidità civile del 46% conseguente all’incidente; danni materiali, comprese le spese riabilitative e la carrozzina, per più di 2mila euro. Per i genitori, un risarcimento da 90 mila euro ciascuno, perché, scrive il giudice, «in questo caso la situazione affettiva è particolarmente intensa, dato che è figlia unica in età ordinariamente non caratterizzata da piena autonomia». Vanno poi calcolati gli interessi dal 2008. Conclusione: il conto del giudice per l’assicurazione è di quasi mezzo milione.

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