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L’azienda è ormai fallita ma tocca a lui bonificarla

San Cesario. Gli ultimi strascichi dopo la dolorosa chiusura della Ossidan I giudici impongono lo smaltimento dei rifiuti pericolosi all’ultimo socio rimasto

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SAN CESARIO. Un fallimento doloroso, arrivato al termine di una dura vertenza sindacale e alla morte di due soci di cui in circostanze drammatiche. Ma la Ossidan di via Della Tecnica non ha ancora finito di “pagare” le difficoltà gestionali nonostante nel frattempo sia sopraggiunto il fallimento, che solitamente esclude i proprietari da ogni percorso. E invece l’unico imprenditore in vita dovrà accollarsi i costi dello smaltimento dei rifiuti pericolosi rimasti nel capannone. Lo hanno stabilito i giudici del Tar, che hanno bocciato il suo ricorso inoltrato dopo la diffida di Arpae, comunque informata per tempo della situazione di cessata attività.

«Il fallito - avevano sostenuto gli avvocati difensori Sara Castellazzi, Simona Della Casa - perde la legittimazione processuale, anche passiva, in merito ai beni e ai diritti assoggettati a spossessamento ed in sua vece è il curatore fallimentare che sta in giudizio per quanto attiene a tutte le controversie. Essendo spossessato dei beni, le attività richieste dalla diffida diventano impossibili, non avendo più alcuna disponibilità dei beni e dunque possibilità di accesso all’area».

«Non può essere richiesto al curatore un intervento che ha lo scopo di bonificare il sito dell’impresa fallita», osservano i giudici, che aggiungono come il curatore non può essere destinatario, salvo non sia sua la responsabilità, di ordinanze a tutela dell’ambiente. E non sussiste “alcun dovere del curatore di adottare particolari azioni finalizzate alla tutela sanitaria degli immobili destinati alla bonifica da fattori inquinanti”.

Toccherà quindi all’imprenditore avviare al recupero o smaltimento i fanghi fitopressati, il trattamento o conferimento dei reflui delle vasche di accumulo, il conferimento dell’acido solforico esausto presente nei serbatoi oltre alla complessiva messa in sicurezza dell’impianto.

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