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Seta, altro sciopero per disservizi e richiesta di contratti uniformi

di Maria Elena Mele
Seta, altro sciopero per disservizi e richiesta di contratti uniformi

Sono stanchi di offrire un “cattivo servizio” agli utenti, provano “vergogna” quando gli studenti restano a terra a causa dei bus sovraccarichi o anche perché hanno un ritardo di 20 minuti rispetto...

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Sono stanchi di offrire un “cattivo servizio” agli utenti, provano “vergogna” quando gli studenti restano a terra a causa dei bus sovraccarichi o anche perché hanno un ritardo di 20 minuti rispetto agli orari indicati nelle tabelle che si trovano ad ogni fermata: gli autisti di Seta a Modena aggiungono alla lista delle criticità, che hanno portato ad un primo sciopero, i sentimenti e le emozioni che vivono ogni giorno. Ad indire la protesta le organizzazioni sindacali Filt/Cgil, Fit/Cisl, Uiltrasporti, Ugl/Fna, Faisa/Cisal con uno sciopero, di 4 ore, che non ha riguardato solo Modena; la protesta, infatti, ha coinvolto anche Reggio Emilia e Piacenza, in sostanza le tre città in cui Seta gestisce il trasporto pubblico. Una adesione del 90%, precisano i sindacalisti modenesi che si sono riuniti davanti agli ingressi della sede di via Sant’Anna. Le organizzazioni lamentano l’assenza dei dirigenti di Seta ai tavoli della trattativa; una trattativa che tocca diversi punti che vanno: dall’armonizzazione contrattuale di tutti i dipendenti (si parla complessivamente di 1.100 addetti ai quali vengono applicati 3 contratti diversi) ai tempi accessori dai turni che sono stati eliminati senza un confronto con i sindacati. “Noi chiediamo che venga fatta una vera armonizzazione contrattuale, ha spiegato Adriano Montorsi, segretario provinciale Filt/Cgil, che non porti al ribasso i diritti dei lavoratori e non scarichi su questi ultimi le inefficienze dell’azienda”. La preoccupazione dei sindacati è che in vista delle gare, previste per il 2019, che di fatto apriranno la gestione del trasporto pubblico locale anche ad aziende di trasporti fuori Regione l’azienda “giochi al ribasso nei confronti sia dei dipendenti che degli utenti che ogni giorno usufruiscono del servizio”. “Questa è una azienda in positivo, hanno aggiunto i sindacalisti, e se guardiamo tutti i bilanci relativi al lavoro e quindi il valore aggiunto creato dai singoli addetti, il margine operativo collegato alla attività del lavoro è tutto in positivo per cui non si spiega per quale motivo vogliono comprimere il costo del lavoro”. «Le persone vengono a lavorare con l’ansia per la situazione che si è venuta a creare» ha sottolineato Giuseppe Rendace di Faisa Cisal che ha parlato di un malcontento generale vissuto dai dipendenti per il trattamento subito. Altro punto critico sono i neo assunti «ai quali è stata assegnata la doppia residenze di servizio - ha sentenziato Giuseppe Scarpitta, segretario Ugl/Fna, - che li obbliga a ulteriori spese per le trasferte a loro carico. Una condizione inaccettabile per i sindacati modenesi che rilanciano la loro proposta presentata lo scorso giugno e che ricalca la situazione contrattuale pre-fusione». Una condizione che non chiude la porta alla trattativa anzi «siamo aperti al dialogo» hanno spiegato i sindacalisti, ma se da parte dei vertici di Seta prosegue una chiusura, il non rispetto delle relazioni sindacali e verso i lavoratori «siamo intenzionati a proseguire con le mobilitazioni» concludono i rappresentanti di Filt/Cgil, Fit/Cisl, Uiltrasporti, Ugl/Fna, Faisa/Cisal.

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