Gazzetta di Modena

Modena

Truffa risparmi per 5 milioni

di Stefano Totaro
Truffa risparmi per 5 milioni

Arrestato il broker Alessandro Ansaloni: garantiva facili guadagni da investimenti inesistenti

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Quando si sono accorti di essere stati truffati ormai era troppo tardi: i loro risparmi, il denaro sudato con il lavoro di una vita e consegnato nelle mani dell’affabile e rassicurante promotore finanziario, non c’erano più. Tutto perduto, finito in cene nei migliori ristoranti, in auto sportive e di lusso, in viaggi da capogiro. Era la bella vita che Alessandro Ansaloni, broker finanziario modenese di 54 anni, conduceva da parecchi anni a spese dei suoi clienti, ignari di stare foraggiando un pozzo senza fondo nel quale, nel corso di almeno una decina di anni, erano finiti, come ha calcolato la Finanza, almeno 5 milioni, ma c’è chi azzarda tranquillamente una cifra superiore, quella di sette milioni di euro. Una truffa costruita col cosiddetto metodo Ponzi, ovvero il promettere agli investitori guadagni e interessi a doppia cifra , rinsaldare la loro fiducia dando subito del denaro “spacciato” per i primi guadagni ma altro non era che denaro che veniva da un altro cliente cascato pure lui nella rete truffaldina) e poi, incamerato tutto l’incamerabile, , continuare a promettere, a raccontare di futuri guadagni stellari, dare ogni tanto un “contentino”.

Ma alla fine ecco che rimanevano su questo “percorso” finanziario solo delle vittime: famiglie distrutte. almeno 35 casi di clienti ridotti sul lastrico di cui per ora solo una ventina ha presentato denuncia. Sono ventitré le famiglie che si erano rivolte all’affabile promotore , tredici in tutto i pensionati. Alcuni hanno saputo di non avere più un euro proprio dagli uomini della Finanza modenese che li hanno informati: notizie che sono state pugnalate al cuore per queste persone che ora sperano nel lavoro della Finanza nel cercare di “salvare il salvabile”, ovvero cercare di mettere mano a denaro, a beni, a oggetti di valore, a proprietà in modo da recuperare i risparmi scomparsi. Qualcosa è già stato trovato: orologi di marca, volumi antichi del valore di 10mila euro, altri beni ma si arriva per ora solo a 250mila euro.

Ma come faceva Alessandro Ansaloni a farsi consegnare così tanto denaro dai risparmiatori? Innanzitutto era del mestiere, nel senso che in passato aveva lavorato in banca, proprio nella sezione investimenti. Venne mandato via, allontanato, proprio perché, riferisce la Finanza, investiva in modo tropo spregiudicato.

Allora si mise in proprio, un promotore finanziario free lance, un broker che si appoggiava via via a varie agenzie finanziarie ma solo, come ha spiegato la Finanza, per avere un recapito, una sede, un ufficio di riferimento. Ma lui in ufficio non stava mai. La sua arte stava nel riuscire ad accaparrarsi la fiducia delle sue vittime, gente comune di persona andava a trovare in casa, dimostrandosi sempre disponibile a qualsiasi orario e per qualsiasi richiesta. Si presentava in Porsche, con vestiti griffati, portava schemi di investimenti, proiezioni e soprattutto sapeva approfittarsi della scarsa conoscenza in campo finanziario delle sue vittime e anche della loro mancanza di precauzioni basilari. E così si faceva consegnare soldi in contanti, assegni in bianco che lui stesso poi compilava. Aveva un complice, anche lui arrestato dalla Finanza ma solo per riciclaggio ed è ai domiciliari, mentre Ansaloni è ai domiciliari per truffa aggravata e continuata e per autoriciclaggio. Questo complice, il modenese I.V., è il proprietario di una rivendita-tabaccheria che gli ha aperto le porte di alcuni conti correnti bancari dove far confluire il denaro delle vittime, un’attività inoltre, quella di I .V. in cui circolano parecchi contanti ed era facile per Ansaloni versare o avere contanti. Poi ecco le tante promesse, i versamenti di nuovi clienti che servivano ad imbonire il cliente precedente che si vedeva arrivare i primi interessi, i primi soldi promessi.

Il giro continuava con questo “metodo Ponzi” e sarebbe potuto continuare ancora per molto tempo, allungando la lista delle vittime all'infinito. Ma la Finanza di Modena, grazie alle segnalazioni della Banca d’Italia su movimenti sospetti di denaro, ha stroncato la truffa e d ha arrestato i suoi due protagonisti

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