i comitati
«Vince la politica, perde la gente»
«In inverno sarà una roulette russa scendere a valle per partorire»
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PAVULLO. Tantissima l’amarezza da parte dei comitati pro ospedale: «La politica si è completamente disinteressata del valore della questione, dando la colpa ai tecnici – sottolinea Gaetano Vandelli di Pavullo 95 – abbiamo parlato con tanti politici, ci hanno ascoltato dicendosi preoccupati, ma alla fine sono rimaste solo chiacchiere. Non c’è niente da fare: se uno non ci crede, è finita. Le criticità sulla sicurezza si potevano risolvere, il pediatra di notte si poteva ripristinare, ma serviva la volontà. L'arrabbiatura è forte, adesso vedremo cosa fare».
«Amareggiata ma non sorpresa – puntualizza Maria Cristina Bettini di “Salviamo l'ospedale” - l’impossibilità di proseguire l’attività motivata nella richiesta di deroga con la mancanza di garanzie minime (come la guardia pediatrica notturna) è solo frutto dei tagli alla sanità fatti dagli stessi che oggi ci ricordano negli atti che “la redistribuzione dei diversi professionisti provenienti dai punti nascite chiusi andrà a migliorare l'organizzazione di quelli più produttivi”. È questa arida logica che domina».
«Quando saremo nel cuore dell’inverno sarà una roulette russa – commenta Sarah Brambilla del Comitato Mamme – ogni giorno potrà essere buono per un’emergenza su una partoriente in viaggio tra ghiaccio e neve. Se succederà, mi auguro che sappia rivalersi a ragione su chi oggi ha preso la decisione di chiudere Pavullo».
«Sono profondamente delusa» rimarca Elisabetta Pedretti di “Salviamo le nascite”.
«Dopo tutte le firme raccolte, le testimonianze delle mamme... Non è servito a niente, e mi piange il cuore. Ma sono anche seriamente preoccupata per quello che potrà capitare a me, visto che a fine marzo dovrò partorire. E a tutte quelle che, in montagna, si trovano nella mia condizione. Come al solito, ha vinto la politica e non le persone». (dm)
«Amareggiata ma non sorpresa – puntualizza Maria Cristina Bettini di “Salviamo l'ospedale” - l’impossibilità di proseguire l’attività motivata nella richiesta di deroga con la mancanza di garanzie minime (come la guardia pediatrica notturna) è solo frutto dei tagli alla sanità fatti dagli stessi che oggi ci ricordano negli atti che “la redistribuzione dei diversi professionisti provenienti dai punti nascite chiusi andrà a migliorare l'organizzazione di quelli più produttivi”. È questa arida logica che domina».
«Quando saremo nel cuore dell’inverno sarà una roulette russa – commenta Sarah Brambilla del Comitato Mamme – ogni giorno potrà essere buono per un’emergenza su una partoriente in viaggio tra ghiaccio e neve. Se succederà, mi auguro che sappia rivalersi a ragione su chi oggi ha preso la decisione di chiudere Pavullo».
«Sono profondamente delusa» rimarca Elisabetta Pedretti di “Salviamo le nascite”.
«Dopo tutte le firme raccolte, le testimonianze delle mamme... Non è servito a niente, e mi piange il cuore. Ma sono anche seriamente preoccupata per quello che potrà capitare a me, visto che a fine marzo dovrò partorire. E a tutte quelle che, in montagna, si trovano nella mia condizione. Come al solito, ha vinto la politica e non le persone». (dm)
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