Alternanza scuola-lavoro Sfida per giovani e aziende
di Andrea Gilioli
L’esempio sassolese è un riferimento per il Paese. 18mila i giovani protagonisti Il provveditore Menabue: «Qui avviati progetti di vera eccellenza con le imprese»
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Un pomeriggio di lavoro e di confronto, tra docenti, dirigenti scolastici, alunni e imprese, per fare il punto sull'alternanza scuola-lavoro. A due anni dalla partenza, il progetto di esperienze in azienda dei ragazzi delle superiori, esteso dalla legge a tutte le classi del triennio di tutte le scuole è una sfida educativa carica sia di stimoli per giovani e imprese, sia di difficoltà logistiche e burocratiche per scuole e aziende.
Una norma, quella sull'alternanza, che nelle scuole di Sassuolo è arrivata quasi “in ritardo”, dato che moltissimi istituti cittadini da decenni collaborano con le aziende del settore ceramico e non, con progetti che hanno precorso i tempi e garantito a diverse generazioni una formazione di vera eccellenza.
In sala, per il convegno organizzato da Cerform con il patrocinio del Comune, anche il provveditore Silvia Menabue e l'assessore all'istruzione Maria Savigni, che ha ricordato come le esperienze degli studenti in azienda siano da sempre nel dna della scuola sassolese. «Siamo contenti di aver potuto organizzare questo pomeriggio di confronto - ha spiegato Savigni - sia per divulgare le buone pratiche e i meritevoli progetti avviati negli istituti sassolesi, sia per discutere dei problemi che le scuole si sono trovate ad affrontare. Questo è un territorio molto ricco di scuole, e tanti, perciò, sono stati i giovani da collocare nelle aziende. Fortunatamente, però il nostro tessuto produttivo ha saputo cogliere questa nuova sfida, facendo tesoro delle pregresse, positive, esperienze in materia». Il convegno è stato anche l'occasione per dare atto dell’avvenuta “messa a punto” del sistema.
«I numeri - ha spiegato la dottoressa Menabue facendo riferimento al dato provinciale - sono particolarmente elevati, ben 18mila ragazzi. Nei grandi numeri è ovvio ci sia un margine di criticità ma oggi gran parte dei problemi è risolta, e, anzi, si sono avviati, come qui a Sassuolo, progetti di vera eccellenza. Ovvio che dobbiamo continuare a lavorare, soprattutto per migliorare ancora la qualità dell'offerta e far sì che le esperienze in azienda siano davvero un valore aggiunto per i ragazzi e la loro formazione».
Tra i progetti di alternanza di cui si sono illustrate le caratteristiche e gli obiettivi raggiunti, ad esempio, “Fisco e legalità”, avviato al Baggi in collaborazione con l'associazione nazionale magistrati tributari, e il progetto di “scuola duale”, ispirato al modello tedesco, avviato dalla System di Fiorano, azienda che da sempre, per volere del suo fondatore e presidente, Franco Stefani, ha un canale aperto con le scuole, in particolare con gli istituti Don Magnani e Volta, ora unificati. Un’esperienza, quella della scuola duale, che permette ai ragazzi di trascorrere periodi a scuola e periodi in azienda, alternando le due attività e sperimentando in prima persona la vita nel mondo del lavoro. Al tavolo dei relatori, per raccontare le esperienze dei giovani, i rappresentanti di diverse aziende, tra cui appunto System, la sassolese Marazzi, ma anche esponenti del mondo della cultura, della pubblica amministrazione e dell’associazionismo, che negli ultimi due anni hanno accolto numerosi ragazzi di formazione umanistica e liceale, offrendo loro esperienze.
Una norma, quella sull'alternanza, che nelle scuole di Sassuolo è arrivata quasi “in ritardo”, dato che moltissimi istituti cittadini da decenni collaborano con le aziende del settore ceramico e non, con progetti che hanno precorso i tempi e garantito a diverse generazioni una formazione di vera eccellenza.
In sala, per il convegno organizzato da Cerform con il patrocinio del Comune, anche il provveditore Silvia Menabue e l'assessore all'istruzione Maria Savigni, che ha ricordato come le esperienze degli studenti in azienda siano da sempre nel dna della scuola sassolese. «Siamo contenti di aver potuto organizzare questo pomeriggio di confronto - ha spiegato Savigni - sia per divulgare le buone pratiche e i meritevoli progetti avviati negli istituti sassolesi, sia per discutere dei problemi che le scuole si sono trovate ad affrontare. Questo è un territorio molto ricco di scuole, e tanti, perciò, sono stati i giovani da collocare nelle aziende. Fortunatamente, però il nostro tessuto produttivo ha saputo cogliere questa nuova sfida, facendo tesoro delle pregresse, positive, esperienze in materia». Il convegno è stato anche l'occasione per dare atto dell’avvenuta “messa a punto” del sistema.
«I numeri - ha spiegato la dottoressa Menabue facendo riferimento al dato provinciale - sono particolarmente elevati, ben 18mila ragazzi. Nei grandi numeri è ovvio ci sia un margine di criticità ma oggi gran parte dei problemi è risolta, e, anzi, si sono avviati, come qui a Sassuolo, progetti di vera eccellenza. Ovvio che dobbiamo continuare a lavorare, soprattutto per migliorare ancora la qualità dell'offerta e far sì che le esperienze in azienda siano davvero un valore aggiunto per i ragazzi e la loro formazione».
Tra i progetti di alternanza di cui si sono illustrate le caratteristiche e gli obiettivi raggiunti, ad esempio, “Fisco e legalità”, avviato al Baggi in collaborazione con l'associazione nazionale magistrati tributari, e il progetto di “scuola duale”, ispirato al modello tedesco, avviato dalla System di Fiorano, azienda che da sempre, per volere del suo fondatore e presidente, Franco Stefani, ha un canale aperto con le scuole, in particolare con gli istituti Don Magnani e Volta, ora unificati. Un’esperienza, quella della scuola duale, che permette ai ragazzi di trascorrere periodi a scuola e periodi in azienda, alternando le due attività e sperimentando in prima persona la vita nel mondo del lavoro. Al tavolo dei relatori, per raccontare le esperienze dei giovani, i rappresentanti di diverse aziende, tra cui appunto System, la sassolese Marazzi, ma anche esponenti del mondo della cultura, della pubblica amministrazione e dell’associazionismo, che negli ultimi due anni hanno accolto numerosi ragazzi di formazione umanistica e liceale, offrendo loro esperienze.
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