Comitato Madonnina: «Ora chiediamo i danni»
di Gabriele Farina
Prosegue la battaglia dei residenti contro gli odori della fonderia di via Zarlati «C’è chi ha giocato con la nostra salute: le emissioni andavano fermate prima»
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«Qualcuno ha giocato con la nostra salute, ora vogliamo il pagamento dei danni». Resta acceso il clima sulla fonderia di via Zarlati dopo l’assemblea di giovedì sera del comitato RespiriaMo aria pulita. Tanti i punti caldi di cui si discuterà anche giovedì prossimo nell’incontro tra comitati alla polisportiva Madonnina. A partire dalle autorizzazioni concesse per le case nella zona.
Un aspetto trattato in altri momenti, ma stavolta con un documento in più: una relazione illustrativa di controdeduzioni del 2004. Un atto con cui il Comune rispose alle osservazioni dell’Agenzia ambientale regionale (Arpa, oggi Arpae). Le firme sono di Daniele Sitta (allora assessore alle Infrastrutture), Marco Stancari (dirigente di settore) e Loris Benedetti (dirigente del servizio Pianificazione urbanistica e politiche abitative).
Nello specifico, i tre rappresentanti del Comune decisero «di non procedere al recepimento delle indicazioni derivate dai pareri che condizionano la possibilità insediamento ed attuazione (sic) degli interventi previsti dalla dismissione o trasferimento della fonderia». Innanzitutto, spiegano, «la fonderia medesima dovrebbe già essere dotata di tutti gli accorgimenti tecnici utili alla mitigazione il proprio impatto sull’intorno (sic), al fine di determinarne la compatibilità già oggi rispetto al consistente tessuto insediativo presente». Inoltre, aggiungono, «la casistica evidenziata, relativa al possibile “disagio” per i residenti nelle vicinanze che verrebbe a crearsi in concomitanza del verificarsi di alcune “situazioni meteorologiche che non consentono un’adeguata dispersione delle emissioni in atmosfera”, appare decisamente generica». In tal senso, sottolineano che «non vengono evidenziati elementi di effettiva problematicità sanitaria». Infine, si fa accenno al tema dell’elettrodotto, su cui il comitato domanda chiarezza. Pertanto, Sitta, Stancari e Benedetti ravvisarono «termini di palese contraddittorietà interna nel parere e specificatamente tra il quadro complessivo di elementi che analizzano lo stato dell’arte dell’area e le condizioni alla trasformazione (emissioni in regola ed interventi praticabili per la mitigazione del rumore) ed il condizionamento all’attuazione espresso». Frasi che surriscaldano l’ambiente dell’assemblea. «In pratica dicono che il parere di Arpa è una fesseria – rimarca Chiara Costetti, avvocato e portavoce del comitato – . Ora bisognerebbe scendere in piazza: qualcuno ha giocato con la nostra salute». Il gruppo chiede le sonde per monitorare costantemente le emissioni. «Nel momento in cui il Comune sostiene che gli odori devono essere eliminati implicitamente sottolinea che non devono esserci. Se il procedimento legittimo di bloccare le emissioni andava fatto prima questa è una grave mancanza dell’amministrazione. La fonderia è responsabile delle emissioni e l’amministrazione di non aver mai impedito ci fossero gli odori: vogliamo i danni». Danni e sonde saranno illustrati giovedì prossimo nell’incontro pubblico alla Madonnina che parte alle 21. «Speriamo che gli altri comitati (Mobastacemento, Villaggio Giardino e Modena Salute Ambiente) ci sostengano – conclude l’avvocato – il prossimo passo sarà verificare gli elementi per un reato ambientale». All’incontro del 12 i rappresentanti spiegano che è stato invitato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, a cui intendono sottoporre una richiesta: «Firmi un documento con cui s’impegna allo spostamento della fonderia nel 2022, non ci bastano le promesse».
Un aspetto trattato in altri momenti, ma stavolta con un documento in più: una relazione illustrativa di controdeduzioni del 2004. Un atto con cui il Comune rispose alle osservazioni dell’Agenzia ambientale regionale (Arpa, oggi Arpae). Le firme sono di Daniele Sitta (allora assessore alle Infrastrutture), Marco Stancari (dirigente di settore) e Loris Benedetti (dirigente del servizio Pianificazione urbanistica e politiche abitative).
Nello specifico, i tre rappresentanti del Comune decisero «di non procedere al recepimento delle indicazioni derivate dai pareri che condizionano la possibilità insediamento ed attuazione (sic) degli interventi previsti dalla dismissione o trasferimento della fonderia». Innanzitutto, spiegano, «la fonderia medesima dovrebbe già essere dotata di tutti gli accorgimenti tecnici utili alla mitigazione il proprio impatto sull’intorno (sic), al fine di determinarne la compatibilità già oggi rispetto al consistente tessuto insediativo presente». Inoltre, aggiungono, «la casistica evidenziata, relativa al possibile “disagio” per i residenti nelle vicinanze che verrebbe a crearsi in concomitanza del verificarsi di alcune “situazioni meteorologiche che non consentono un’adeguata dispersione delle emissioni in atmosfera”, appare decisamente generica». In tal senso, sottolineano che «non vengono evidenziati elementi di effettiva problematicità sanitaria». Infine, si fa accenno al tema dell’elettrodotto, su cui il comitato domanda chiarezza. Pertanto, Sitta, Stancari e Benedetti ravvisarono «termini di palese contraddittorietà interna nel parere e specificatamente tra il quadro complessivo di elementi che analizzano lo stato dell’arte dell’area e le condizioni alla trasformazione (emissioni in regola ed interventi praticabili per la mitigazione del rumore) ed il condizionamento all’attuazione espresso». Frasi che surriscaldano l’ambiente dell’assemblea. «In pratica dicono che il parere di Arpa è una fesseria – rimarca Chiara Costetti, avvocato e portavoce del comitato – . Ora bisognerebbe scendere in piazza: qualcuno ha giocato con la nostra salute». Il gruppo chiede le sonde per monitorare costantemente le emissioni. «Nel momento in cui il Comune sostiene che gli odori devono essere eliminati implicitamente sottolinea che non devono esserci. Se il procedimento legittimo di bloccare le emissioni andava fatto prima questa è una grave mancanza dell’amministrazione. La fonderia è responsabile delle emissioni e l’amministrazione di non aver mai impedito ci fossero gli odori: vogliamo i danni». Danni e sonde saranno illustrati giovedì prossimo nell’incontro pubblico alla Madonnina che parte alle 21. «Speriamo che gli altri comitati (Mobastacemento, Villaggio Giardino e Modena Salute Ambiente) ci sostengano – conclude l’avvocato – il prossimo passo sarà verificare gli elementi per un reato ambientale». All’incontro del 12 i rappresentanti spiegano che è stato invitato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, a cui intendono sottoporre una richiesta: «Firmi un documento con cui s’impegna allo spostamento della fonderia nel 2022, non ci bastano le promesse».
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