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Con l’ultraleggero fino in Uruguay

Con l’ultraleggero fino in Uruguay

Alberto Porto effettuerà la trasvolata oceanica col gioiello prodotto a Pavullo

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PAVULLO. Da Pavullo all’Uruguay, con una trasvolata di 11mila chilometri. È l’impresa storica che verrà compiuta l’11 ottobre con la partenza dall’aeroporto “Paolucci” del primo esemplare prodotto a Pavullo del “Risen”, l’avveniristico biposto da turismo che l'ingegnere Alberto Porto (argentino da 25 anni in Italia) ha realizzato nella sede della svizzera Sea Avio aperta nel maggio 2016 in un capannone di via Montegrappa. Un aereo rivoluzionario, che grazie ai materiali e la curatissima aerodinamica ha fatto segnare con il prototipo il record mondiale assoluto di velocità (323.312 km/h, polverizzato il precedente primato col 10% in più), cosa che è valsa a Porto l’attribuzione da parte della Fai, un anno fa a Bali, della Medaglia Henry De La Vaulx, la più alta onorificenza aeronautica dedicata all’avanguardia del volo. Avviata la produzione in serie, il primo esemplare è stato acquistato in Uruguay. E Porto ha deciso di fare una “consegna in volo” portando lui stesso l’aereo a destinazione fra 4 giorni. Cogliendo quindi l’occasione per stupire ancora con un’impresa impossibile finora con un ultraleggero, ma fattibile per il Risen grazie ai bassi consumi e le alte performance. Volerà su metà globo terrestre in 5 tappe: la più importante sarà la leggendaria tratta della trasvolata dell’oceano Atlantico, che sarà completata utilizzando la luce diurna di un solo giorno. Da Pavullo l’aereo passerà su Corsica, Marocco, Sahara occidentale, Gran Canaria, Capo Verde e Belo Horizonte in Brasile, fino all’atterraggio a Montevideo. Una prova che ricorda quelle di Charles Lindberg, primo pilota ad effettuare la trasvolata atlantica, e di Italo Balbo, il primo a guidare un’intera formazione aerea di idrovolanti sull’Atlantico. «È un impresa storica per l’aeroporto, per Pavullo ma anche per tutto il Frignano, su un doppio fronte», sottolinea Roberto Gianaroli, presidente dell’Aero Club. «Dal lato umano e sportivo, c’è il brivido di attraversare l’Atlantico sulla rotta sud, da Capo Verde a Natal, in Brasile. E poi c’è il riconoscimento delle maestranze che a Pavullo hanno realizzato un velivolo stupendo». Di cui è già stata venduta l’intera produzione dei prossimi due anni. È anche significativo che l’impresa parta da Pavullo dove, nel 1927, si concluse il primo corso della “Scuola di volo senza motore”, terminato con 27 allievi brevettati, con Italo Balbo a valutare di persona gli aspetti organizzativi, addestrativi e promozionali, apprezzandone la validità e l’alta qualità. Fu così che il 2 luglio 1931 nascevano l’Aeroporto di Pavullo e la “Scuola Centrale di Volo a Vela”. (dm)

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