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«Enrico Campedelli? Ha fatto il sindaco lui: possono farlo tutti»

di Serena Arbizzi
«Enrico Campedelli? Ha fatto il sindaco lui: possono farlo tutti»

Anticipazioni al vetriolo da “Carpigrad”, il libro di Cigarini L’ex primo cittadino: «Si superi il governo dei Kalinka boys»

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Un libro che ha già acceso gli animi ancor prima di uscire nelle librerie. Un volume destinato a far discutere. Anzi, sul quale si sono già risvegliati i dibattiti, tanto nei centri sociali quanto nei palazzi del potere.

Esce questo fine settimana nelle librerie “Carpigrad, dal buon governo ai Kalinka Boys: i dolori del compagno Werther” (edizioni Artestampa). L’ex sindaco e già segretario del Pci provinciale Cigarini racconta, senza sconti e censure, il suo punto di vista sui tanti protagonisti della storia della città con i quali la sua carriera politica si è intrecciata nei decenni. Retroscena inediti di cui si parlerà anche lunedì sera alle 21 all’auditorium Loria, alla prima presentazione ufficiale del libro.

Tra le pagine di “Carpigrad” si parla dei sindaci che hanno governato la città nel dopoguerra. Fino ai “nipotini di Pangloss”, le nuove generazioni di governanti, i «vari esponenti del Pds, Ds, Pd di Carpi che in quest’ultimo ventennio ì, benché a Carpi ne siano successe di utti i colori, hanno ripetuto e continuano a ripetere che questo “sia il migliore dei mondi possibili”.

Anche per i “nipotini di Pangloss”, il giudizio di Cigarini è severo. Lo è in particolare per Enrico Campedelli, sindaco di Carpi dal 2004 al 2014, attualmente consigliere regionale. “Campedelli le petit: il peggior sindaco della storia di Carpi”: questo il titolo del capitolo dedicato. ««Se Enrico Campedelli ha fatto il sindaco di Carpi, il sindaco di Carpi lo può fare chiunque”: questo l’incipit del capitolo. «Quando mi arrivò la voce che c’era nell’aria la sua candidatura - prosegue Cigarini - presi la cosa con indifferenza. Non potevo credere che fosse possibile. Che il partito di Carpi, per quanto isterilito, lo avrebbe consentito. Certo, lo stesso partito qualche anno prima lo aveva eletto segretario. Ma proprio l’assunzione di quel ruolo aveva contribuito, secondo me, a rilevare senza ombra di dubbio la sua fondamentale inadeguatezza. Invece ancora una volta mi sbagliavo. Avevo sottovalutato Campedelli e sopravvalutato il partito, il suo corpo attivo, i suoi militanti. Da uno di questi, al quale avevo ribadito che secondo me Campedelli non era all’altezza del compito soprattutto in un momento di grande difficoltà, complesso e complicato quale stavamo attraversando, mi sono sentito rispondere “ma è stato bravo a organizzare le feste dell’unità”.

Cigarini non fa sconti nemmeno al comportamento del Comune dopo la storica promozione in serie A, «una delle cose che pensavo non avrei mai veduto nella mia vita». «Costretto a giocare nello stadio del Modena, avversario storico non solo sportivo, le ricadute e l’indotto economico che potevano esserci non ci sono stati. Zero - sottolinea l’ex sindaco - Il traino ’immagine, zero. La spinta agli affari, zero. Programmazione societaria, in collaborazione con l’amministrazione comunale, zero. Coinvolgimento di altri soggetti o imprenditori, zero». Cigarini trae la conclusione che «il Carpi in serie A è stato una meteora che non ha lasciato traccia nella città».

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