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“Frignano, le donne non devono temere”

“Frignano, le donne non devono temere”

«Già l'accordo Stato-Regioni del 2010 stabiliva la sospensione dei punti nascite sotto una determinata soglia per questioni di sicurezza. Abbiamo rimodulato l'assistenza consci del fatto che c'è...

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«Già l'accordo Stato-Regioni del 2010 stabiliva la sospensione dei punti nascite sotto una determinata soglia per questioni di sicurezza. Abbiamo rimodulato l'assistenza consci del fatto che c'è tanto da fare e garantire anche prima e dopo il parto. E le donne del Frignano avranno a disposizione una rete senza precedenti». Così Maria Cristina Galassi,(nella foto) ultimo direttore del reparto di Ostetricia (insieme a Sassuolo). «Il parto – spiega - può essere un evento fisiologico ma anche problematico, con necessità di strumentazioni che anche un grande centro in certi casi può non avere, demandando a una realtà ancora superiore. E' chiaro che con 200 parti all'anno o meno, è difficilmente mantenibile una competenza che invece dovrebbe crescere sempre». La Galassi ricorda che già metà delle donne del Frignano partorivano altrove e tranquillizza su un'assistenza che non scompare, ma si ridefinisce: «Tutti gli accertamenti si potranno fare qui nel percorso assistenziale avviato col territorio. Ostetriche e medici rimarranno qui. Si farà la diagnosi prenatale, predisponendo il percorso nascita in aggancio diretto col luogo del parto. L'ostetrica per la prima volta potrà venire a casa sia in assistenza alla gravidanza che per problematiche post partum di donne che magari abitano lontano e hanno difficoltà a muoversi in macchina. Ci sarà una prossimità di servizio mai vista, perché non si esaurisce affatto tutto col parto. Anzi, i primi dieci giorni dopo sono molto delicati. Ma verranno potenziati anche i servizi per l'assistenza alle donne non gravide attraverso ambulatori specifici. E sarà introdotto un percorso urgente, con possibilità di controlli rapidissimi».

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