Gazzetta di Modena

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Il commissario chiude l’asilo nido

Guiglia. Decisione di Zambelli per tutelare il bilancio del Comune. Bimbi a Marano

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GUIGLIA. Addio all’asilo nido a Guiglia. Nei giorni scorsi in Comune è arrivata una lettera in cui i gestori della struttura “Gli orsetti”, situata nel capoluogo in via Acqua Fredda, hanno annunciato che termineranno il servizio entro la fine di ottobre, non essendoci più i presupposti finanziari per portarlo avanti. Il commissariamento del Comune infatti non ha permesso di mandare in porto la trattativa per il contributo da dare alla gestione, che quest’anno avrebbe richiesto uno sforzo extra. Circa 33mila euro, che l’ex sindaco Monica Amici si era impegnata a trovare per garantire la prosecuzione dell’attività, in aggiunta alla quota che il Comune ha sempre garantito dall’attivazione del nido ai tempi del sindaco Angelo Pasini (2mila euro a bimbo all’incirca). A fronte del calo di iscritti (12 quest’anno, rispetto a uno standard pensato per 19) i gestori avevano fatto presente al sindaco che i conti non quadravano più, ma c’era stato l’impegno amministrativo a fare uno sforzo economico ulteriore per salvare una realtà preziosissima per il territorio. Una scelta “politica” questa della Amici, che come tale non poteva essere sottoscritta dal commissario Valerio Zambelli, chiamato solo a tutelare l’equilibrio finanziario del Comune e che quindi, nel rispetto dei conti, non poteva prendersi la responsabilità dei 33mila di extra. I gestori del nido hanno già incontrato le famiglie illustrando la situazione e spiegando che per chi vuole il servizio da novembre rimarrà attivo nella sede di Marano. Che però non è proprio comodissima per i genitori, abbastanza amareggiati. «Questa è la prima conseguenza della manovra che ha fatto saltare l’amministrazione», sottolinea Monica Amici. «Il commissario fa il suo lavoro, che non contesto assolutamente perché qui si trattava di fare una scelta prettamente politica da parte di un sindaco. E io mi ero impegnata a trovare i fondi extra: ne avevo già parlato in sede di Unione ma non ho potuto concretizzare l’operazione per il cambio di dirigente al Welfare che ha visto dal 15 settembre l’arrivo della dottoressa Flavia Giovanardi. Ne avrei parlato con lei se Piergiovanni Magnani e i consiglieri che erano d’accordo con lui non avessero voluto fare cadere l’amministrazione il 9. Vorrei sapere a questo punto dai dimissionari qual è la loro proposta per risolvere questa situazione di evidente disagio che hanno creato, solo la prima di una serie. Credo che sia il momento da parte loro di chiedere scusa al territorio per quello che hanno fatto». (d.m.)

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