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Conta dei danni e lavori per scuola e palestra fragili

Conta dei danni e lavori per scuola e palestra fragili

Finale. Dopo il vento ieri gli interventi di messa in sicurezza, tra tante incognite AeC si accolla i costi della copertura alle medie “sospese”: «Ve la diamo sicura»

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FINALE. A due giorni dallo “stravento” che venerdì ha provocato danni e paura a Finale e Massa, gli interrogativi che stanno scatenando fior di polemiche sono due.

Chi Paga? E come è possibile che i disastri più gravi - per fortuna o per caso solo ai materiali - riguardino due strutture nuove della così esemplare “ricostruzione”, dalle quali ci si aspetterebbe tutt’altra “risposta”?

In attesa di fare una chiarezza definitiva, ieri mattina sono proseguiti in via della Rinascita i lavori di messa in sicurezza, tanto delle nuove scuole Frassoni (mai aperte per l’altra vicenda del calcestruzzo depotenziato) che della nuova palestra.

Le scuole. Rappresentano il nodo più complesso. Appena pochi giorni fa il tecnico incaricato dalla magistratura penale ha ritenuto che non siano a rischio crollo, nonostante l’impiego di calcestruzzo depotenziato nelle strutture delle fondamenta. Circostanza che aveva alimentato la speranza di compiere in fretta i prossimi passi, in vista di una apertura. Ovvero, sulla base dei valori del calcestruzzo raccolti, un ricalcolo strutturale della resistenza, finalizzato a rassicurare che la scuola possa rispondere ai requisiti contrattuali richiesti. E poi l’incarico al nuovo collaudatore, dal momento che il collaudo statico era stato sospeso allo scoppio dell’inchiesta sul cemento “farlocco”.

Resta da fare anche un collaudo contabile, più “burocratico”, anche quello mai concluso. Alla luce di quanto accaduto venerdì, è chiaro che ora molti invocano un controllo completo della struttura, anche perchè la scuola in questa fase resta ancora in capo alla ditta assegnataria dei lavori, l’AeC di Mirandola, e alla struttura commissariale (ovvero i soliti noti nomi degli appalti regionali), come ha chiaramente spiegato il sindaco Sandro Palazzi anche ieri. Domani è previsto un incontro congiunto, ma è già chiaro che l’azienda vuole assumersi l’onere di sistemare i danni di venerdì: si è scoperchiata la parte del tetto centrale sopra la biblioteca, costituita di lamiera, mentre il resto della copertura (in calcestruzzo) ha resistito.

AeC ieri ha diffuso una sua nota: «Sono immediatamente iniziati i lavori di ripristino, a seguito dei danni al manto di copertura, in corrispondenza della sala di lettura. Sotto la guida dei tecnici di AeC Costruzioni, gli interventi sono eseguiti da Timbertek, l’azienda specializzata subappaltatrice, responsabile dei lavori sulla copertura e dei costi del ripristino della stessa. AeC Costruzioni ha preteso da Timbertek di intervenire potenziando, inoltre, tutti i sistemi di fissaggio, per aumentare la resistenza a sollecitazioni eccezionali».

Poi la chiosa sulla vicenda calcestruzzo: «AeC Costruzioni conferma la sua determinazione a far fronte agli impegni contratti e responsabilità. Ribadisce la ferma volontà a collaborare con le Istituzioni al fine di giungere alla consegna della scuola nei tempi più brevi e nelle condizioni di sicurezza stipulate».

Impegno che non impedirà alla magistratura una sua valutazione complessiva di quanto accaduto. A parte l’incidente probatorio in corso, l’inchiesta infatti non si è ancora conclusa.

Il palasport. Il vento ha staccato la copertura catramata dal tetto in legno, esponendolo alla pioggia e impregnandolo. Poi ha scardinato e ha fatto volare un finestrone all’interno. In più, “arrotolandosi” a causa del vento, la copertura catramata è finita contro i pannelli fotovoltaici appena attivati, danneggiandone una decina. Il palasport resta chiuso, e manco a dirlo, problemi burocratici anche qui: «La struttura - spiega il sindaco Palazzi - è stata aperta dopo il collaudo statico, ma non dopo il collaudo contabile e amministrativo. Nel frattempo la ditta costruttrice è andata in concordato preventivo. Dalla nostra abbiamo una fideiussione che escuteremo. Nel frattempo, è stato dato incarico ad una ditta di serramenti, che ha tolto la copertura e messo in sicurezza il vano della finestra. Contiamo non sia necessario smontare la parte in legno del tetto, lasciandola asciugare. Se così fosse, ci sarà solo da fissare bene una nuova copertura e sostituire i pannelli fotovoltaici danneggiati. Per questi ultimi il tecnico specializzato ha valutato un costo di 5-6mila euro». (a.setti)



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