MARANELLO. UN FILM EVENTO
E la Ferrari 312B torna a ruggire per tre sere
MARANELLO. Quanti saranno i vecchi meccanici Ferrari in prima fila a godersi il film? E quanti saranno i tifosi che ricordano bene quella Rossa che con Ickx e Regazzoni faceva sognare e aprì una...
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MARANELLO. Quanti saranno i vecchi meccanici Ferrari in prima fila a godersi il film? E quanti saranno i tifosi che ricordano bene quella Rossa che con Ickx e Regazzoni faceva sognare e aprì una nuova epoca delle corse? L’Auditorium Ferrari (e il cinema Astoria di Fiorano e Victoria a Modena) ospiterà domani “Ferrari 312B”, il film/documentario girato dal regista Andrea Marini sulla rivoluzionaria monoposto di Formula 1 guidata nel 1970 da Jacky Ickx, Clay Regazzoni e Ignazio Giunti, con la quale la scuderia è riuscita a conquistare 5 Gran Premi, tra cui il Gp di Monza del 1970, ponendo solide basi per lanciare la Ferrari nella leggenda della Formula 1. Il film sarà proiettato nelle serate di domani, mercoledì e giovedì (inizio ore 21) a Maranello e in altri cinema di tutt’Italia per un evento unico nel suo genere. Tutto inizia con l’idea di restaurare una vecchia 312B appena acquistata da Paolo Barilla, vice presidente dell’azienda di famiglia e pilota d’auto da corsa con all’attivo una prestigiosa vittoria alla 24h di Le Mans del 1985 e qualche apparizione nel mondiale di Formula 1 al volante della Minardi. Il valore del pezzo storico in questione è indiscutibile. Oltre ad essere una monoposto storica per il Cavallino infatti, la 312B ha visto la luce in soli quattro esemplari, di cui uno è andato distrutto nel fiammeggiante incidente di Jacky Ickx sul tracciato di Jarama in Spagna. La vettura appena recuperata è però fortunatamente in buone condizioni, ma l’idea di Barilla è chiara sin dal principio: l’obiettivo è quello di rimettere la 312B, appartenuta in precedenza a Clay Regazzoni, in pista, in occasione del Historic Grand Prix di Monaco. Per riuscire in questa impresa Barilla si affida alle abilità di Stefano Calzi e al suo gruppo di meccanici. Ma solo grazie all’aiuto del celebre ingegnere della Ferrari, padre del progetto 312B e del famoso 12 cilindri piatto, Mauro Forghieri, il sogno di Barilla può finalmente diventare realtà.
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