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«È omicidio stradale, processatelo»

«È omicidio stradale, processatelo»

Pm chiede il rinvio a giudizio per l’automobilista: Andrea Pettazzoni era stato travolto in scooter e morì dopo lunga agonia

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Una lenta e straziante agonia durata cinquantadue giorni, vissuta da questo giovane, rimasto ferito in un incidente stradale, in modo del tutto cosciente, senza mai entrare in coma. Un calvario per la sua famiglia che abita nel Modenese e per lui, Andrea Pettazzoni, 33 anni, abitante a Cervia e che era venuto in città per trascorrere il periodo natalizio con i genitori. Era il 22 dicembre del 2016 quando avvenne l’incidente stradale che gli è costato la vita: il 22 febbraio scorso, a causa delle tante ferite riportate nel terribile scontro, il cuore del giovane si era fermato per sempre in un letto del reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Baggiovara. Ora la procura di Modena ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di omicidio stradale della persona ritenuta responsabile dell’incidente mortale. Si tratta di un modenese di 35 anni, che la mattina del 22 dicembre era alla guida della propria Mercedes 350 e che, secondo gli accertamenti effettuati a suo tempo dalla polizia municipale di Modena, all’altezza del ristorante Da Vinicio, uscendo proprio dal parcheggio del ristorante, si era immesso sulla via Emilia Est svoltando a sinistra, cioè verso il centro di Modena, non dando la precedenza e tagliando la strada allo scooter di Andrea Pettazzoni, che procedeva, in senso contrario, tranquillamente a circa i 50 all’ora, ben al di sotto del limite dei 90 km/h che vige in quel tratto.

Il giovane era stato subito ricoverato a Baggiovara: in seguito all'impatto con la vettura e con l'asfalto, infatti, la vittima, oltre a un trauma toracico con fratture costali multiple, aveva riportato un gravissimo trauma addominale con lacerazione degli organi interni e relative emorragie, che alla fine gli è stato fatale.

Sconvolti dal dolore per la perdita del loro caro, i suoi congiunti, attraverso il consulente personale Luigi Peron, per fare luce sui fatti e ottenere giustizia si sono rivolti a Studio 3A (una società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini), che si è subito attivato per acquisire tutta la documentazione, per prendere contatto con la compagnia assicurativa della controparte e per monitorare le azioni della Procura, in stretta collaborazione con l'avvocato penalista della famiglia. Il conducente della Mercedes era stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale e ora, a conclusione delle indagini, il pm Katia Marino ne ha richiesto il rinvio a giudizio, sempre per omicidio stradale, al Gip che ora fisserà la data per l’udienza preliminare.

Il Pm, nella sua richiesta, scrive infatti che “L'imputato ... pur avendo la materiale possibilità di procedere ad un avvistamento preventivo della situazione di pericolo, ometteva di ponderare in ossequio al principio di sicurezza della circolazione stradale l'incipiente manovra invasiva in relazione alla distanza, velocità e posizione sulla carreggiata tenute dal motociclista che stava transitando regolarmente sulla via Emilia Est dal centro città verso Bologna, immettendosi nel flusso della circolazione della medesima strada con conversione a sinistra verso il centro della città senza dare la precedenza al motociclo...» provocando così al conducente «lesioni personali gravissime che ne determinavano il decesso».

Omicidio stradale dunque, il nuovo reato introdotto con la legge 41 del 23 marzo 2016, una specie di “aggravante” specifica dell’omicidio colposo che si verifica quando c’è una delle varie condizioni individuate dall'art. 589 bis: non solo guida in stato di ebbrezza o forte velocità, ma anche in presenza di manovre vietate.

Stefano Totaro

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