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Regione Emilia Romagna, l’autonomia e la rezdora

di Enrico Grazioli
Regione Emilia Romagna, l’autonomia e la rezdora

Quando chi governa sceglie il pragmatismo in luogo della propaganda andrebbe salutato con soddisfazione e rispetto, persino gratitudine: a prescindere, anche dai risultati derivanti dalla stessa...

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Quando chi governa sceglie il pragmatismo in luogo della propaganda andrebbe salutato con soddisfazione e rispetto, persino gratitudine: a prescindere, anche dai risultati derivanti dalla stessa scelta. Ma il clima generale (quell’immenso frullatore di idee, ragioni, pulsioni e sentimenti che semplifica tutto evitando lo sforzo del discernimento e della conseguente azione anche politica) non aiuterà certo il presidente della Regione Emilia Romagna nel suo opporre la linea della trattativa con il governo centrale a quella dei referendum plebiscitari per avere maggiore e diversa autonomia.

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Fra due settimane le bandiere lombarde e venete sostituiranno o affiancheranno nel confuso immaginario collettivo a quelle catalane e persino curde (per inciso, un tricolore a strisce orizzontali con al centro un sole dai raggi tanto magri quanto numerosi). Maroni e Zaia avranno (complici anche l’irrilevante inedia dei Pd locali e le incertezze grilline) il loro trionfo da sventolare in chiave preelettorale. Poi dovranno iniziare, nel caso, il cammino che Bonaccini ha già intrapreso da tempo con l’avallo anche del suo parlamentino. La leva psicologica su cui contano è quella del separatismo fiscale: cavalcare l’idea cara a tanti che le tasse pagate debbano genericamente fermarsi al di sopra della linea Gotica e lì redistribuite. Il resto verrà da sé, se verrà: l’importante è che le locomotive tirino, gli altri si arrangino a fare i vagoni. La via emiliana indica per quali settori d’intervento, volendoli gestire in proprio, si chiedono più risorse in ragione anche di una precedente virtuosità nell’uso delle stesse: chiarendo come e dove le si intende spendere, nel momento in cui si chiede una maggiore certezza degli investimenti disponibili nel medio periodo. Chiedere se si vuole più autonomia è un po’ come chiedere se piacciono i tortellini. A chi no? Conoscere la ricetta per prepararli e saperli chiudere a mano, è altro. Più difficile, certo: e per riuscirci ci vuole l’arte e la pazienza delle rezdore, che da sempre lavorano lontano dai clamori e nel rispetto delle regole a loro trasmesse da una storia ricca di valori e sapori condivisi.
 

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