Gazzetta di Modena

Modena

«No alla nuova colata di cemento»

di Gabriele Bassanetti
«No alla nuova colata di cemento»

Fiorano. Il M5S contesta la revisione del progetto urbanistico dell’area dell’ex ceramica Piemme

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FIORANO. No a una nuova colata di cemento a Torre delle Oche. È la posizione del M5S, che non si fa convincere dalla revisione del progetto urbanistico sui terreni della ceramica Piemme, neanche dal calo dei volumi edificatori ottenuto nella nuova versione della progettazione da poco approvata. «La potenzialità edificatoria assegnata (sui terreni dei Comuni di Fiorano e Maranello interessati) – spiega Mario Giovanardi per il Movimento - risulta pari a 8.205 mq di superficie coperta, di cui 6.715 mq di per funzioni residenziali e 1.490 per funzioni terziarie. Non può considerarsi una riduzione delle potenzialità edificatoria tale da giustificare l’operazione come riqualificazione ambientale. Infatti, il passaggio da 12.760 mq a 8.205, con una riduzione del 35 per cento, non tiene conto della qualità della proposta e dell’aumento di carico urbanistico che il passaggio da una categoria funzionale (produttivo) all’altra (residenziale) causa. I piani vigenti dei due Comuni identificavano l’ambito produttivo della ceramica Piemme in località Torre Oche come situazione che il Psc di Maranello definisce incongrua, non compatibile con il territorio rurale. E indicava la riqualificazione dell’area previo trasferimento dell’azienda d'intesa con il Comune di Fiorano, con delocalizzazione dell’attività insediata e demolizione dei fabbricati con ripristino di condizioni ambientali di tipo naturalistico. L'accordo poi sottoscritto con il privato lo riteniamo una opportunità mancata: consentirebbe l’edificazione di circa venti nuovi alloggi solo nella porzione di Fiorano (80 complessivamente sui due territori) che rappresentano un pezzo di città in un ambito prevalentemente rurale e particolarmente vulnerabile (Parco delle Salse)». Il Movimento quindi formula la sua proposta: «Il recupero delle volumetrie dell’ex ceramica dovrebbe essere attuato in aree idonee, in contiguità dei centri già edificati e urbanizzati. Non si comprende come possa essere impossibile trovare aree più idonee per la delocalizzazione delle volumetrie».

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