Gazzetta di Modena

Modena

Un presidio per l’ultima trattativa

di Saverio Cioce
Un presidio per l’ultima trattativa

I dipendenti sotto il Comune mentre si decide il loro futuro: in 28 rischiano di rimanere senza lavoro

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Un presidio nato con il passaparola dei dipendenti della ex Kverneland ha mobilitato ieri mattina tutti i 28 addetti della Mec Mac, ovvero l’ex Kverneland che tra poco più di una settimana corrono il rischio concreto di ritrovarsi senza azienda, senza lavoro e forse anche senza gli ultimi stipendi di settembre e ottobre.

Per questa ragione ieri mattina si sono presentati sotto la sede del Comune in piazza Grande e si sono seduti pacificamente con le bandiere sulla sacalinata del municipio.

Immediatamente sono arrivati gli uscieri che li hanno fatti sloggiare e che hanno pure fatto sparire i cartelli che gli operai avevano appeso alle inferriate.

La ragione della mobilitazione? La fine ufficiale dell’azienda per cui hanno lavorato per molti anni, un gioiello dieci anni fa della produzione meccanica modenese legata all’agricoltura, che dopo vari passaggi di mano è finita prima a una multinazionale, la Kverneland e infine a una ditta toscana che ha creato la Mec Mac per eseguire le commesse per l’ex casa madre. Ma qui, dopo un breve periodo di relativa tranquillità, la cessione a un oscuro avvocato napoletano, Francesco Borgogna, che per pochi mesi ha promesso mirabolanti progetti di rilancio e invece ha chiuso l’azienda.

Le sue ragioni? Difficoltà di mercato, impossibilità di realizzare i nuovi prodotti per i nuovi mercati. Così, mentre il 12 luglio scorso si sedeva nuovamente davanti al tavolo del Comune con i sindacati e garantiva la ripresa del lavoro dopo la pausa estiva, diciotto giorni dopo avviava la liquidazione. Non prima, naturalmente, di aver spostato la sede dell’azienda in via di chiusura a Napoli, dove esercita.

Quali fossero le sue credenziali di imprenditore e le sue sperimentate capacità nel campo della meccanica agricola non è dato sapere. Fatto è che anche gli impegni presi davanti all’assessore bosi e alla Fiom sono rimasti lettera morta su tutte le scadenze.

«Solo promesse al vento - protestavano ieri mattina i 28 lavoratori che sono rimasti ad aspettare in piazza la fine dell’incontro - Ha svuotato i magazzini vendendo tutto e ha monetizzato il materiale, poi ha detto che non c’era più nulla da fare». Anche la rappresentante della Fiom presente all’incontro, Stefania Ferrari, si è mostrata delusa: «Ci sono stati altri incontri con le parti ma non c’è stata apertura. Quanto agli stipendi siamo fermi ad agosto e per settembre dovremo vedere se si rispettano le scadenze tra pochi giorni. Poi ci sono i giorni di ottobre: se entro il 19 di questo mese non ci sono novità la chiusura della dittà, la liquidazione è cosa certa. Ma noi non smetteremo di cercare mediazioni».

Due ora le strade. O l’ex Kverneland è disposta ad affidare la fabbricazione dei pezzi a imprenditori del ramo e delle province vicine, oppure la sede storica della fabbrica resta un guscio vuoto. E l’unica battaglia sarà per mettere i cerotti recuperando le spettanze dovute.

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