«Chi uccise Fabio è in cella Buttate via la chiave...»
di Serena Arbizzi
Il racconto della mamma dello chef assassinato in Francia due anni fa Enrica Daolio ha fatto voto di solidarietà verso i bisognosi insieme all’Unitalsi
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«Lotteremo fino in fondo per avere completa giustizia per il nostro amato Fabio. Due colpevoli sono stati presi. Stanno cercando il terzo. Speriamo che sia fatta completamente luce sull’atrocità che è stata commessa su mio figlio». Non cesserà mai di chiedere giustizia Enrica Daolio, mamma di Fabio Bassoli, lo chef 31enne di Rolo che aveva studiato al Nazareno di Carpi, ucciso ad Aubenas, paese di circa 13mila abitanti nel dipartimento dell’Ardéche, nella regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi in Francia.
Enrica sabato sera ha fatto un voto molto importante nella chiesa di San Zenone a Rolo. Un voto speciale di solidarietà verso le persone bisognose. L’iniziativa non è avvenuta in una data a caso, bensì due anni dopo la scomparsa di Fabio. «Vorrei ringraziare l’Unitalsi per avermi dato questa possibilità - ha commentato emozionata Enrica - e anche le persone che mi sono state vicine». Dopo il voto è seguito un momento conviviale nella canonica della parrocchia di Rolo, insieme a numerosi appartenenti all’Unitalsi, ad amici, a don Jean Marie Vianney, con i quali Enrica condivide la gioia di aiutare il prossimo.
«Ricordatevi di mio figlio Fabio nella vostra preghiera - esorta Enrica - L’anniversario della sua atroce morte è l’anniversario della morte dei suoi genitori. Il mio pensiero va agli assassini di Fabio perché loro sono vivi, respirano la nostra aria, mangiano il nostro pane, ridono, forse cantano e forse si lamentano della loro condizione restrittiva, senza pensare che io e il suo papà siamo morti dentro da due anni e che il nostro dolore silenzioso ci porterà alla fine dei nostri giorni. Quale pena sarà mai sufficiente a lenire un po’ il nostro dramma? Mi rivolgo alle autorità: vi prego, buttate la chiave, altrimenti rischiate di avere sulla coscienza il pianto di altri genitori. Gente così non cambierà mai. Violenti sono, violenti restano. Scusate il mio sfogo, ma non sono io che mi devo vergognare, a me restano i cocci della vita. Sarò mamma per sempre».
Enrica conferma poi che due degli assassini di Fabio si trovano in carcere e che sia aperta la caccia al terzo complice. «Mio figlio ha lottato contro di loro - continua la mamma di Fabio - Gli stavano rubando il furgone e lui si è difeso in tutti i modi possibili scontrandosi con questi malviventi che lo hanno colpito». Poi, il Dna di uno degli assassini è stato trovato sul corpo del 31enne. «Si sta cercando un terzo complice - conclude Enrica - Gli amici di Fabio ci hanno fatto sempre sentire il loro calore e affetto. Gli volevano un bene profondo e non hanno mai smesso di ricordarlo con tutto l’amore possibile anche in questi anni».
Enrica sabato sera ha fatto un voto molto importante nella chiesa di San Zenone a Rolo. Un voto speciale di solidarietà verso le persone bisognose. L’iniziativa non è avvenuta in una data a caso, bensì due anni dopo la scomparsa di Fabio. «Vorrei ringraziare l’Unitalsi per avermi dato questa possibilità - ha commentato emozionata Enrica - e anche le persone che mi sono state vicine». Dopo il voto è seguito un momento conviviale nella canonica della parrocchia di Rolo, insieme a numerosi appartenenti all’Unitalsi, ad amici, a don Jean Marie Vianney, con i quali Enrica condivide la gioia di aiutare il prossimo.
«Ricordatevi di mio figlio Fabio nella vostra preghiera - esorta Enrica - L’anniversario della sua atroce morte è l’anniversario della morte dei suoi genitori. Il mio pensiero va agli assassini di Fabio perché loro sono vivi, respirano la nostra aria, mangiano il nostro pane, ridono, forse cantano e forse si lamentano della loro condizione restrittiva, senza pensare che io e il suo papà siamo morti dentro da due anni e che il nostro dolore silenzioso ci porterà alla fine dei nostri giorni. Quale pena sarà mai sufficiente a lenire un po’ il nostro dramma? Mi rivolgo alle autorità: vi prego, buttate la chiave, altrimenti rischiate di avere sulla coscienza il pianto di altri genitori. Gente così non cambierà mai. Violenti sono, violenti restano. Scusate il mio sfogo, ma non sono io che mi devo vergognare, a me restano i cocci della vita. Sarò mamma per sempre».
Enrica conferma poi che due degli assassini di Fabio si trovano in carcere e che sia aperta la caccia al terzo complice. «Mio figlio ha lottato contro di loro - continua la mamma di Fabio - Gli stavano rubando il furgone e lui si è difeso in tutti i modi possibili scontrandosi con questi malviventi che lo hanno colpito». Poi, il Dna di uno degli assassini è stato trovato sul corpo del 31enne. «Si sta cercando un terzo complice - conclude Enrica - Gli amici di Fabio ci hanno fatto sempre sentire il loro calore e affetto. Gli volevano un bene profondo e non hanno mai smesso di ricordarlo con tutto l’amore possibile anche in questi anni».
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