In ospedale per la figlia diventa una scrittrice
di Alfonso Scibona
Jolanda Monacelli ha trascorso giorni accanto a Vanessa e ha scritto favole «Mi ha cambiato la vita. Nelle storie la forza e spensieratezza dei bimbi»
3 MINUTI DI LETTURA
Entra in ospedale a Sassuolo, per assistere la propria figlia Vanessa, che effettua una settimana di controlli per individuare una patologia, ed esce con l’ispirazione per scrivere ed illustrare una storia. Jolanda Monacelli, di professione grafica, mamma di una bambina che oggi ha 7 anni, è la protagonista di una svolta nella sua vita quotidiana, per la quale deve ringraziare proprio il nosocomio sassolese e gli spunti ricevuti. Un’esperienza che tante mamme fanno, quella di assistere un bambino o una bambina in ospedale, che però ti ha portato a qualcosa di diverso, che ha cambiato una parte della tua vita, perché è scattata l'idea di scrivere un libro.
«Esattamente - risponde Jolanda, che abbiamo raggiunto nella sua casa di Cadiroggio - e tutto è partito più o meno 3 anni fa e dopo questa esperienza, durante la quale mia figlia ha avuto un ricovero ospedaliero, ho deciso, anche per esorcizzare le paure che potrebbe avere una mamma in quei frangenti, di iniziare a scrivere questi racconti e anche di illustrarli. Sono partita con questo primo racconto che si intitola “Voglio diventare grande” che è la storia di una bambina di nome Sole, che vuole crescere in fretta e attraverso una seria di esperienze scoprirà il significato e la spensieratezza di vivere la sua giovane età. È stato accolto con molto entusiasmo da una piccola casa editrice, EdiGiò di Pavia, che lo ha pubblicato».
Un entusiasmo per certi versi contagioso perchè le favole per bambini sono sicuramente piacevoli soprattutto se all'interno c'è la spensieratezza che abbiamo trovato in questo libro.
«È proprio questo che vuole trasmettere il libro – conferma l'autrice - anche attraverso alcune schede gioco che ho voluto inserire alla fine del racconto con il quale il bambino può sperimentare diverse emozioni».
C’è anche un’altra componente, cioè vivere l’ospedale in maniera diversa e aver avuto avuto comunque un ricordo positivo.
«Questa è proprio la cosa fondamentale perché abbiamo vissuto quest’esperienza in maniera del tutto positiva sia io che la mia bimba e proprio grazie a quest’attitudine sono riuscita a scrivere un racconto in cui si vuole trasmetterla. Siamo state accolte non solo dai dottori, dagli infermieri e da tutta la struttura ospedaliera in modo egregio; siamo anche entrate a conoscenza dei clown-dottori che attraverso l'arte del ridere riescono a trasmettere la positività al bambino e a rendere anche la degenza più piacevole, anche grazie ad una sala dedicata a questo dove i volontari si occupano di aiutare i bambini sia nell’eseguire i compiti sia, semplicemente, facendoli giocare o leggendo una favola e ho deciso appunto di scrivere questa favola e regalarla alla pediatria perché potesse essere letta ai bambini ricoverati, regalando loro un momento di spensieratezza». Jolanda ha scritto il libro, lo ha illustrato (anche grazie ai consgli di Vanessa) ed ha trovato la casa editrice ed oggi cerca di “piazzarlo” nelle librerie, anche se c'è la vendita on line su Mondadori, Feltrinelli e Amazon. Ma non si ferma qui, anzi. «Dopo questa prima esperienza mi sono appassionata e ho scoperto forse anche un piccolo talento che non pensavo di avere e ho continuato scrivendo altre due storie, naturale prosecuzione della prima, le ho proposte alla casa editrice che ha deciso di pubblicarle: saranno in libreria prima di Natale ed in primavera. Ho infine aperto la pagina Facebook “Voglio diventare grande”, con la quale interagisco con tantissimi bambini che mi chiedono di tutto».
«Esattamente - risponde Jolanda, che abbiamo raggiunto nella sua casa di Cadiroggio - e tutto è partito più o meno 3 anni fa e dopo questa esperienza, durante la quale mia figlia ha avuto un ricovero ospedaliero, ho deciso, anche per esorcizzare le paure che potrebbe avere una mamma in quei frangenti, di iniziare a scrivere questi racconti e anche di illustrarli. Sono partita con questo primo racconto che si intitola “Voglio diventare grande” che è la storia di una bambina di nome Sole, che vuole crescere in fretta e attraverso una seria di esperienze scoprirà il significato e la spensieratezza di vivere la sua giovane età. È stato accolto con molto entusiasmo da una piccola casa editrice, EdiGiò di Pavia, che lo ha pubblicato».
Un entusiasmo per certi versi contagioso perchè le favole per bambini sono sicuramente piacevoli soprattutto se all'interno c'è la spensieratezza che abbiamo trovato in questo libro.
«È proprio questo che vuole trasmettere il libro – conferma l'autrice - anche attraverso alcune schede gioco che ho voluto inserire alla fine del racconto con il quale il bambino può sperimentare diverse emozioni».
C’è anche un’altra componente, cioè vivere l’ospedale in maniera diversa e aver avuto avuto comunque un ricordo positivo.
«Questa è proprio la cosa fondamentale perché abbiamo vissuto quest’esperienza in maniera del tutto positiva sia io che la mia bimba e proprio grazie a quest’attitudine sono riuscita a scrivere un racconto in cui si vuole trasmetterla. Siamo state accolte non solo dai dottori, dagli infermieri e da tutta la struttura ospedaliera in modo egregio; siamo anche entrate a conoscenza dei clown-dottori che attraverso l'arte del ridere riescono a trasmettere la positività al bambino e a rendere anche la degenza più piacevole, anche grazie ad una sala dedicata a questo dove i volontari si occupano di aiutare i bambini sia nell’eseguire i compiti sia, semplicemente, facendoli giocare o leggendo una favola e ho deciso appunto di scrivere questa favola e regalarla alla pediatria perché potesse essere letta ai bambini ricoverati, regalando loro un momento di spensieratezza». Jolanda ha scritto il libro, lo ha illustrato (anche grazie ai consgli di Vanessa) ed ha trovato la casa editrice ed oggi cerca di “piazzarlo” nelle librerie, anche se c'è la vendita on line su Mondadori, Feltrinelli e Amazon. Ma non si ferma qui, anzi. «Dopo questa prima esperienza mi sono appassionata e ho scoperto forse anche un piccolo talento che non pensavo di avere e ho continuato scrivendo altre due storie, naturale prosecuzione della prima, le ho proposte alla casa editrice che ha deciso di pubblicarle: saranno in libreria prima di Natale ed in primavera. Ho infine aperto la pagina Facebook “Voglio diventare grande”, con la quale interagisco con tantissimi bambini che mi chiedono di tutto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
