Gazzetta di Modena

Modena

L'ingegner Forghieri e l'auto che fece la storia: «Commendator Ferrari, la 312B è la rivoluzione»

di Gianluca Pedrazzi
L'ingegner Forghieri e l'auto che fece la storia: «Commendator Ferrari, la 312B è la rivoluzione»

Il papà della celebre rossa che aprirà la strada a tanti trionfi e titoli mondiali racconta come nacque. «Una matita, una squadra di amici e il coraggio di osare»

4 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15965549:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/maranello-l-ingegner-forghieri-svela-in-un-film-come-nacque-la-312b/84848/85426]]

MARANELLO. Gli schizzi, la matita di una squadra di ingegneri che non conosceva ancora la parola computer o il cad, il 3d. La rossa che prende forma poi all’improvviso il silenzio... «E il ruggito! Quando l’ho sentito di nuovo due anni fa dopo il restauro della vettura che Paolo Barilla aveva scovato e acquistato negli Stati Uniti, decidendo di affidarmi le cure per riportarla in pista, ho chiuso gli occhi e con la mente ho ripercorso quasi cinquant’anni della mia vita. Di quella magnifica squadra di ingegneri, meccanici, piloti che con me voleva vincere questa sfida...».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.15965257:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2017/10/09/fotogalleria/l-album-dei-ricordi-dell-ingegner-forghieri-e-un-viaggio-nella-leggenda-ferrari-1.15965257]]

Commosso ingegner Forghieri?

«Sì. Mi sono commosso. E ora rivedere sul grande schermo il film che ne racconta la storia è fantastico. In un mondo che forse dimentica i sentimenti, l’amicizia; in una Formula 1 che è sommersa dai soldi ma che forse proprio per questo ha perso la forza del coraggio e dell’intuito, c’è un film che ha rimesso al centro le sfide cavalleresche di quell’epoca».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15965233:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/motori/l-ingegnere-della-ferrari-ricorda-i-modelli-storici-del-cavallino/77679/78242]]


Con un’attrice protagonista. la Ferrari 312B, rossa rivoluzionaria che taglia col passato del Cavallino, sfiora subito il Mondiale con Jacky Ickx che lo perde consegnandolo alla memoria di quel Rindt morto in un incidente alla vigilia del Gp di Monza, dove trionfa proprio Clay Regazzoni con la Ferrari. «Perdemmo il titolo in America all’ultima gara. Serviva un punto. Un problema in gara non ci permise di agguantarlo ma sa cosa accadde ai box al traguardo? Jacky venne da me e disse: “Mauro, è giusto così. Rindt ha dato la vita per quel titolo”». Altri uomini.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.15961380:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.15961380:1650040558/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]


«La Ferrari non vinceva più una corsa da oltre due anni e il Drake ebbe il coraggio di ascoltarmi - racconta l’ing. Mauro Forghieri, per oltre vent’anni direttore tecnico della Ferrari e con lui capace di vincere 4 titoli mondiali piloti, sette costruttori e 54 gran premi - Gli dissi: “Commendatore, dobbiamo fare un’auto rivoluzionaria, dimenticarci del passato. Dobbiamo osare...”. Mi diede un ufficio nella sede di via Trento Trieste a Modena (dove oggi c’è il Garage Ferrari), a fianco del suo così ogni giorno controllava... - ride - Aveva avuto dall’americana Franklin che produceva aerei una commessa per sviluppare un motore che doveva stare nell’ala di un aereo. E da lì a fine ’68, iniziammo con gli ingegneri Rocchi, Salvarani, Maioli...».E le matite.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15965234:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/mauro-forghieri-80-candeline-rosse/39452/39678]]


È un 12 cilindri orizzontali e contrapposti quello che la squadra guidata da Forghieri mette a punto, capace di abbassare il baricentro della vettura ed essere più compatto e leggero.

«Motore posteriore e con un telaio tutto nuovo, anche se ancora del tipo semi-monoscocca. Ah il telaio... ecco lì noi italiani eravamo ancora un passo dietro agli inglesi. Ma avanti col motore! E quel 12 cilindri sulla 312B era una favola quando cantava. Con in più anche la caratteristica della soluzione della trave posteriore alla quale è sospeso il gruppo propulsore. Insomma, con idee e matite avevano fatto centro».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.15961379:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.15961379:1650040558/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]


Vincerà cinque gran premi quella rossa rimasti nei cuori di tanti e nella storia della Formula 1 ma, soprattutto, sarà la madre della 312T, T2 e T4 con cui Niki Lauda (nel ’75) e poi Jody Schekter riportarono il titolo mondiale a Maranello. Resisterà fino al turbo.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.15961378:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.15961378:1650040558/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Fu anche l’anticamera della “Spazzaneve” - ricorda Forghieri - Un’auto mai alla partenza di un Gp ma che, traghettatrice tra le serie 312B e T, nascondeva già un segreto: auto dal passo più corto e la capacità di ospitare il primo cambio trasversale in F1. Ecco a cosa era servita la “Spazzaneve”, ma mica potevamo dirlo quando la presentammo». Altri tempi.

«Ricordo delle prove a Monza la mattina al sorgere del sole. Noi che arriviamo in camion con la 312B e la pista di Monza invasa ancora dalle lepri che si scaldavano sull’asfalto al sole... Con la mente sono ancora lì».

Come quando ha risentito il ruggito del 12 cilindri boxer ritrovato da Paolo Barilla in America.

«Non so come sia finita nelle mani di quel pilota collezionista oltreoceano. Ma era irriconoscibile o quasi. Ci abbiamo lavorato due anni, in ogni minimo dettaglio e oggi quella 312B diventata protagonista del film è non solo la più bella di sempre ma, forse, anche l’unico esemplare rimasto dei cinque modelli prodotti. Di una non riusciamo a ricostruire la storia».

Ingegnere e quando la 312B vinse la sua prima corsa?

«Corsi a telefonare a Maranello e al commendatore...».

Che disse?

«Sani fàt i camion!? E poi giù a ridere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google