Maria Vittoria Atelier: la New Wave anni ‘80 si sposa con la qualità
Collezioni personalizzate con prevalenza di pantaloni Camicie e bluse con materiali e lavorazioni importanti
Creare un desiderio è lo scopo di ogni stilista. Rendere questo desiderio, realtà è una cosa che riesce a pochi. Sì perché spesso vediamo in passerella un abito che immediatamente vorremmo nel nostro armadio, salvo poi andarlo a provare in boutique e scoprire che ci sta bene ovunque fuorché addosso. Poi c'è chi, come Maria Vittoria Severi, nel suo Atelier plasma la stoffa direttamente sul nostro corpo, per far convergere finalmente sogno e realtà. Usare la parola stoffa è, a dire il vero, riduttivo data l'altissima qualità dei tessuti utilizzati dalla stilista. Durante la presentazione della collezione autunno-inverno abbiamo avuto il privilegio di toccare con mano gli abiti e constatare che davvero solo le linee di haute couture dei brand più noti possono permettersi di creare gli abiti con questi materiali. «Il mio sogno sarebbe quello di avere una cliente consapevole di ciò che indossa - spiega Maria Vittoria - nel senso che vorrei che non ci si fermasse solamente all'estetica o alla tendenza (cosa che tra l'altro non seguo mai perché mi lascio ispirare dalla vita che faccio e non dalla main stream dettata dai marchi di moda) ma che si fosse consci del lavoro di ricerca che c'è dietro ad una camicia, della selezione accuratissima che faccio sui filati tutti naturali e tutti di altissima gamma, della cura e dell'attenzione che metto nel modellare un capo personalizzandolo su ogni corpo.
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Un acquisto del genere è un acquisto che dura una vita, tralasciando poi l'investimento economico che, a parità della qualità offerta rispetto alle etichette più note, è realmente un affare». Anche se è impossibile codificare un'unica linea guida nella collezione, l'ispirazione più forte è quella della New Wave di inizio anni '80 con i pantaloni che hanno la meglio sulle gonne e soprattutto le bluse e le camicie dalle lavorazioni importanti. «Dopo averli proposti per alcune stagioni, finalmente i pantaloni cropped (alla gaucho) sono tra i più richiesti - racconta la stilista - assieme a quelli classici a sigaretta, ma il mio primo amore restano le camicie». In crêpe di seta rosa antico con doppia fila di bottoncini rivestiti, bianche o blu pavone con oblò su una spalla per un effetto sexy ma di gran classe, con lavorazione rete e frange annodate a mano una ad una o con maxi collo e fiocco, tutte disponibili su misura.
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Anche gli abiti giocano un ruolo importante in questo grande lavoro di ricerca: «Ho trovato un filato di lurex glitterato che ho potuto utilizzare sia per la confezione di abiti da clubbing, sia per completi a due pezzi con blusa con collo “reverso” e gonna a tubo lunga - continua Maria Vittoria - oppure un raso di seta in versione lucida e opaca della stessa tonalità ruggine, zucca o blu con il quale ho creato abiti portabili sia di giorno che di sera, semplicemente cambiando gli accessori. Il velluto, che tanto è andato la scorsa stagione, ha ancora un suo momento di gloria con casacche dallo scollo a V e pantaloni palazzo e sopratutto in un abito con lavorazione devoré con passamaneria e decorazioni etniche che è un pezzo davvero “one of a kind”». Un piccolo flash in nero con bagliori siderali ci preannuncia come sarà la capsule per le feste, che presto vi sveleremo in anteprima.
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