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Con il Fai per riscoprire gioielli dell’architettura

Con il Fai per riscoprire gioielli dell’architettura

Porte aperte alla Casa del Mutilato progettata nel 1935 da Abbati Marescotti Il palazzo è tutelato, ma servono finanziamenti per la sua ristrutturazione

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Alzi la mano chi a Modena conosce la Casa del Mutilato lungo viale Muratori. Essa, realizzata nel 1935 in puro stile fascista per ospitarvi l’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, è ancora oggi sede di questo ente e anche di uffici dell’Ausl nonché della sua biblioteca. È questo - insieme alla visita al parco delle Rimembranze e al Tempio monumentale ai caduti che riapre oggi a oltre cinque anni dal sisma che lo danneggiò - il punto centrale della Giornata d’autunno del Fai prevista domenica. “Mai più il nemico faccia un passo avanti! Modena a 100 anni da Caporetto”, si intitola così la manifestazione organizzata dal Fondo per l’ambiente italiano attraverso il suo dipartimento Giovani. L’ente privato che, attraverso il coinvolgimento di volontari e scuole in tutta Italia, attiva in questa occasione un percorso dedicato ai cento anni dalla guerra in associazione appunto con la Casa del mutilato. I partecipanti - 8mila quelli dell’ultima Giornata di primavera - avranno dunque l’occasione per l’intera giornata di domenica di vedere un luogo praticamente sconosciuto. L’edificio, costruito nel 1935 dall’architetto Cesare Abbati Marescotti, è sottoposto a un restauro che sarà concluso in tempo per il 4 novembre, celebrazione della fine della prima guerra mondiale (ecco perché il riferimento alla battaglia di Caporetto). «Facciamo questo piccolo restauro - spiega Adriano Zavatti, presidente dell’associazione mutilati di Modena - perché il palazzo aveva bisogno di un intervento urgente. In realtà servirebbero 300mila euro per un restauro completo della Casa, per due terzi di nostra proprietà e per un terzo dell’Ausl, ma l’ente al quale li abbiamo chiesto non ce li ha concessi. Per cui abbiamo racimolato per ora 70mila euro con i quali interveniamo sull’ingresso che era pericolante. Un altro intervento riguarda la facciata: la riportiamo al suo originario color mattone e segnaliamo anche la presenza di antiche decorazioni laterali che sono scomparse».

La Casa del mutilato - che sarà di nuovo frequentabile anche se solo per un giorno, mentre lo sono sempre gli archivi dell’associazione al primo piano - si apre con un grande atrio decorato da pitture di Cesare Zoboli. Ma non solo, si potrà anche vedere una vera protesi di un braccio realizzato in cuoio che un mutilato modenese della Grande Guerra indossò fino al momento della morte nel 1947. «Inoltre - termina Zavatti - mostriamo un altro importante dipinto a tempera di Zoboli che abbiamo rintracciato per caso. Faceva parte del catafalco che nel 1921 ospitò il passaggio a Modena del Milite Ignoto prima della sua consacrazione definitiva a Roma all’Altare della Patria». Ora appunto la nuova “riapertura” della sede a cui partecipano in qualità di “Ciceroni” 43 alunni del liceo Muratori di Modena. «Il nostro obiettivo - termina Vittorio Cavani, presidente del Fai Modena - resta sempre il solito, portare i visitatori che possono venire a conoscenza delle nostro attività e iscriversi alla scoperta di luoghi non conosciuti». Tutte le informazioni sul sito www.fondoambiente.it.

Stefano Luppi

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