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Morane-Vaciglio: risarcimenti, solo stime e ipotesi nessuna certezza sui 12 milioni di euro

Stefano Luppi
Morane-Vaciglio: risarcimenti, solo stime e ipotesi  nessuna certezza sui 12 milioni di euro

Il caso del controverso progetto dei 550 alloggi di via Morane a Vaciglio di Modena: secondo il Partito Democratico alla restituzione di 4 milioni da delibera della Giunta va sommata la richiesta per mancati introiti dei costruttori che con una ipotetica causa civile potrebbero otenere fino a 8 milioni, arrivando a 12 milioni di spesa pubblica

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MODENA. Non esiste un documento che attesti la valanga di milioni che dovrebbe versare il Comune, dunque i modenesi, nel caso non si realizzassero le 550 case previste nel comparto Vaciglio via Morane. Esiste solo una stima dei tecnici, ma non siamo davanti a un contratto con cifre certe. Spieghiamo. Da settimane nel dibattito sono entrate cifre astronomiche annunciate da chi i conti pare conoscerli bene. Il sindaco Giancarlo Muzzarelli il 27 settembre ha spiegato che «Se non si realizzasse il comparto le aziende costruttrici potrebbero chiedere danni per 12 milioni di euro visto che ci sono dei diritti già acquisiti».

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Il Pd, addirittura, giorni prima aveva alzato la posta degli indennizzi a quota 30 milioni di euro: «Sarebbe un regalo da circa 30 milioni di euro ai costruttori con un costo di circa 300 euro per ogni famiglia di Modena» hanno detto il 22 settembre scorso il segretario cittadino del Pd Andrea Bortolamasi e il capogruppo in consiglio Fabio Poggi.

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Cifre appunto altissime che ora però si scopre frutto di una “stima” - fatta da esperti comunali e non dai costruttori eventualmente danneggiati - e non di un contratto. In un eventuale contenzioso davanti a un giudice, si capirà, una cosa è chiedere di fare valere un contratto un’altra è di discutere su cifre richieste, dal Comune ritenute comunque ""Indennizzi previsti dalla legge"".

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Dove sta la verità? Proviamo a fare chiarezza.

Partiamo dalle eventuali richieste di danno, queste sì sicure nel caso non si costruissero quelle case contestate dai modenesi e ritenute necessarie dall’amministrazione. La delibera di giunta del 26 febbraio 2017 non contiene risarcimenti per l’abbandono del progetto, ma certo fa il conto di quanto il Comune pagherebbe certamente in caso di rinuncia. Siamo a 4 milioni: appunto. Ma come si arriva ai 12-30 milioni di euro?

«Questo non è un contratto - spiega una autorevole fonte del Pd - ma ci sono norme, da cui arrivano cifre che i costruttori chiederebbero al Comune. Ci sono infatti costi che spettano ai costruttori per la progettazione del comparto, per le spese di registro, per le tasse locali pagate in questi anni visto che i terreni sono diventati edificabili. Ci sono anche altre voci, perché il sindaco ha preferito mantenersi basso nel parlare di 12 milioni di euro. I costruttori infatti potrebbero chiedere anche i danni per mancato guadagno e i tecnici ci hanno assicurato che immaginando sui 550 alloggi un 15% di guadagno su appartamenti da 150mila euro si aggiungono altri 12 milioni di euro e ci si avvicina alla cifra che diceva il Pd. La delibera in linea teorica si può certo ritirare, ma interverrebbe anche la Corte dei Conti».

Insomma la amministrazione votata dalla maggioranza dei cittadini pare avere le mani legate e presto potrebbe aprirsi anche il “problema” del comparto tra via Fratelli Rosselli e strada San Giuliano: altre 354 case in 22 palazzine. Intanto giovedì in Consiglio comunale il Pd presenta una mozione che finalizza la riduzione a 550 case, la trasformazione in foresta urbana delle aree dove non si costruirà in città e la trasformazione in zona 30 dell’area Morane tra Vignolese ed Estense.
 

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