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Ospedale, deve nascere solo un altro bimbo

Ospedale, deve nascere solo un altro bimbo

Pavullo. L’Ausl: «Sarà potenziata la fase pre e post parto». L’Anaao favorevole a chiusura reparto

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PAVULLO. Resta ancora solo un bimbo che deve nascere all'ospedale di Pavullo. Il parto sarà nei prossimi giorni, a meno di imprevisti che non conducano a un trasferimento altrove. E poi cesserà definitivamente l'attività del punto nascite, dopo 96 anni di storia, e con questo Ostetrica e Ginecologia cesserà di essere un reparto per diventare ambulatorio, con le nuove modalità assistenziali. Tra sabato e ieri infatti sono nati tre dei cinque bimbi rimasti “in lista”, e visto che venerdì c'era stata l'altra nascita, adesso siamo veramente all'ultimo atto. Le altre future mamme saranno accompagnate in un percorso personalizzato nella scelta di Sassuolo o del Policlinico. «A Pavullo però – sottolinea l'Ausl - continuerà ad essere garantita, anzi potenziata, l’assistenza nelle fasi pre e post-parto». «Abbiamo predisposto piani di protezione e accompagnamento per le donne personalizzando il loro percorso nascita sin dalla fase pre-concezionale, quando possibile, e lungo tutta la gravidanza, utilizzando strumenti di geolocalizzazione per garantire la massima sicurezza» sottolinea Silvana Borsari, direttore dei Consultori familiari dell’Ausl e membro della Commissione nascita regionale. Tra le iniziative, creazione di un'anagrafe delle gestanti, contatti telefonici di trimestre in trimestre e visite in ambulatorio, accompagnamento al parto con una nuova procedura, dimissioni con presenza dell’ostetrica e dimissioni protette nelle gravidanze multiproblematiche, appuntamento già fissato con il pediatra per la prima visita e assistenza ambulatoriale e domiciliare a tutte le puerpere del Distretto. «Ci saremo fino al puerperio – rimarca la Borsari - rendendo disponibile il sostegno dell’ostetrica che assisterà mamma e bimbo nelle prime settimane».

Intanto si registra il plauso dell'Anaao-Assomed alla chiusura del punto nascite, in una nota in cui precisa di essere sempre stata contraria alla richiesta di deroga avanzata dalla Regione. «I criteri di sicurezza per i punti nascite sono delineati dall'accordo Stato Regioni del 16/12/2010 – ricorda l'associazione - secondo il quale le Unità che assistono gravidanze e parti in situazioni che non richiedono presuntivamente interventi di livello tecnologico ed assistenziale elevate devono avere comunque caratteristiche di personale e di struttura ben precise. Caratteristiche di cui non era oggettivamente in possesso Pavullo». In più il problema del mantenimento della competenza clinica. «Tutti i punti nascite devono avere requisiti minimi di sicurezza per le partorienti e per i nascituri. La decisione di chiudere quello di Pavullo, che ne era sprovvisto, non era ulteriormente rinviabile» rimarca Giampaolo Papi, segretario provinciale Anaao-Assomed. (d.m.)

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