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Pavullo.Due profughi sorpresi mentre spacciano droga

di Daniele Montanari
Pavullo.Due profughi sorpresi mentre spacciano droga

Prima un 20enne fermato in centro e trovato con marijuana e confezioni Poi a Sant’Antonio il fermo di un 30enne. Condannati ma pene sospese

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PAVULLO. Due profughi in guai grossi a Pavullo, dove si è verificato un episodio droga molto più grave di quello di Fanano. È successo nella tarda serata di domenica: i carabinieri del Norm erano fuori per pattugliamento e hanno visto in centro tre profughi che parlottavano. Si sono fermati per controllarli e, appena avvicinati, hanno avvertito un forte odore di marijuana. È quindi scattata la perquisizione che ha confermato i sospetti: nella giacca di uno di loro, il 20enne T.K. del Gambia, sono stati trovati 50 grammi di marijuana e anche i sacchetti per confezionarla. Al suo arresto è subito seguita la perquisizione domiciliare nell'appartamento in cui vive assieme ad altri profughi a Sant'Antonio, dove sotto a un letto è stato trovato uno zaino con altri 28 grammi di marijuana. Alla richiesta di chi ne fosse il proprietario, ha ammesso la propria responsabilità chi dormiva lì, il 30enne ghanese T.A., incensurato, che è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio. Il 20enne arrestato invece è risultato già soggetto a un divieto di dimora a Bologna che stava finendo di scontare per un altro controllo antidroga che lo ha visto in circostanza sospetta. Dopo aver trascorso la notte in cella a Pavullo, ieri mattina il giovane è stato sottoposto a rito direttissimo (giudice Luigi Tirone, pm Marco Niccolini). Per lui condanna a 10 mesi di carcere, ma la pena è stata sospesa ed è potuto tornare tranquillo a Pavullo senza nessuna restrizione. Con beffa di chi l'ha arrestato, in teoria potrebbe essere libero di tornare a spacciare. È però più che probabile che sia lui che il denunciato vengano subito espulsi dal programma di accoglienza. Oltre alla circostanza in sé, colpisce il fatto che si tratti di un richiedente asilo arrivato in Italia da un anno, e che in pochi mesi ha trovato contatti, fornitori e soldi (600 euro circa il valore della droga trovatagli addosso) per darsi al crimine. «Già da tempo avevamo notato movimenti notturni sospetti da parte di questi due giovani – nota Giorgio Dell'Amico, coordinatore del progetto di accoglienza per la Caleidos – ma non c'erano prove. L'operazione dei carabinieri ci ha permesso di inviare subito comunicazione alla Prefettura: immagino che già domani (oggi, ndr) verrà disposto il loro allontanamento. Noi ai ragazzi glielo diciamo di stare in riga, poi ognuno nella vita è libero e paga le conseguenze di ciò che fa».

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