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«Senza coraggio non si può essere leader»

«Senza coraggio non si può essere leader»

La lezione di Luca Montezemolo agli imprenditori ieri in Accademia. «La Ferrari? Non deve mollare»

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Dribbla le domande sulla Ferrari - «in questo momento una persona che vuole bene alla Rossa è meglio che non parli, invitandola a non mollare» - e parla delle potenzialità del nostro Paese, ricordando che l’ex presidente brasiliano Lula gli disse che «voi italiani siete bravissimi a vendere tutto…».

Quindi si rivolge ai ragazzi, a quelli che oggi hanno una grande responsabilità, «maggiore di quella che avevano i vostri nonni e i vostri genitori, ma anche una grande chance: quella di poter fare meglio di loro». Luca Cordero di Montezemolo, tornato da pochi giorni alla guida di Italo Ntv - l’azienda che lui stesso fondò nel 2006 - ha chiuso ieri sera in Accademia l’incontro “A scuola di leadership”, organizzato dal Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Emilia area centro per presentare il ciclo di seminari dedicati appunto alla leadership e alle “soft skills”, le competenze trasversali in grado di trasformare il sapere in prestazioni lavorative efficienti.

«Quando, alcuni anni fa, dissi ad un amico che volevo mettere in piedi un’azienda privata di treni, mi chiese se la sera prima avevo bevuto - ha esordito con una battuta l’ex presidente di Confindustria e di Ferrari - ma oggi sono orgoglioso di quella scelta e di quello che Italo è diventato oggi». Parlando ai tanti studenti presenti nell’aula magna dell’Accademia militare di Modena, Montezemolo ha spiegato che, «come non si può diventare grandi calciatori se si ha paura del pallone, non si può nemmeno diventare leader se non si ha coraggio e non si sanno definire ruoli chiari e obiettivi. Del resto - ha aggiunto - la crescita all’interno dell’azienda è la più grande soddisfazione di un leader: il “one man show” oggi è finito ovunque, anche in politica, tanto che chi ci ha provato non ci è riuscito. Un imprenditore-leader oggi deve avere anche la capacità di cercare nuovi mercati, saper creare in azienda una cultura internazionale, uscire dall’autoreferenzialità e del provincialismo. Noi abbiamo fatto “Italo”: è stata dura, ma oggi abbiamo l’orgoglio di trasportare 12 milioni di viaggiatori, abbiamo assunto più di mille giovani e formato tanti macchinisti». L’ex presidente Ferrari ha quindi fatto notare che «un vero leader sa rischiare: detesto le persone che non si prendono responsabilità - ha chiuso - anche quando si tratta della responsabilità di fare errori. Io ne ho fatti tanti».

Per quanto riguarda il corso organizzato dai Giovani imprenditori di Confindustria Emilia area centro, si tratta di un progetto dedicato a 50 studenti del secondo anno delle lauree magistrali Unimore in Direzione e consulenza d’impresa, Relazioni di lavoro, Languages for communication in international enterprises and organizations, e ad altrettanti studenti delle Università di Bologna e Ferrara.

«Il vero leader è leader sempre - ha aggiunto Leonardo Milani, mental trainer della Pattuglia acrobatica italiana - anche quando deve ordinare al ristorante. Ed è fermo, gentile e delicato nelle comunicazioni, rispettando i ruoli».

Luca Gardinale

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