Una via da pionieri
Per raggiungere la frazione di Trignano in auto, seguire la fondovalle SP4 in direzione Fanano fino all’incrocio (rotonda) con via Porrettana; svoltare a sinistra verso Lizzano in Belvedere per circa...
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Per raggiungere la frazione di Trignano in auto, seguire la fondovalle SP4 in direzione Fanano fino all’incrocio (rotonda) con via Porrettana; svoltare a sinistra verso Lizzano in Belvedere per circa 3 km e poi girare a destra (indicazioni Trignano).
Si parte dalla piazza del paese, di fronte alla chiesa di San Pietro e San Giusto; menzionata già nel XIII secolo, la chiesa fu ricostruita nel 1800 e in seguito fu seriamente danneggiata durante la seconda guerra mondiale.
Si inizia a camminare in discesa lungo via Trignano e poco dopo si svolta a destra seguendo il sentiero CAI 401 fino a giungere nei pressi di un bel castagneto; da qui inizia una ripida e faticosa salita in mezzo al bosco per raggiungere la dorsale, durante la quale ogni tanto si incontrano delle vecchie baite diroccate con il tetto ricoperto di muschio. A circa 950 metri di quota si giunge sulla sommità del Pizzo di Campovecchio o di Campiano che rappresenta la punta più estrema in direzione nord-est della lunga dorsale dei Monti della Riva; qui si trovano i segni evidenti degli scontri avvenuti nel 1945: resti di postazioni, trincee, buche per mortai nonché un piccolo monumento ai caduti. Ora il sentiero prosegue lungo il crinale che in alcuni tratti si presenta anche piuttosto ripido e stretto, con belle visuali sulla vallata del Dardagna. Superato il monte Cappelbuso, il sentiero si fa più largo e meno ripido fino a congiungersi col sentiero CAI 403 tramite il quale si raggiunge la bella conca del Lago Pratignano a circa 1300 metri di quota.
Si costeggia il lago lungo la sua sponda orientale e si prosegue sempre sul sentiero CAI 401, ben segnalato, che continua sulla dorsale della Riva; al passo della Riva e al successivo Passo del Lupo si incrociano dei sentieri che scendono a Capanna Tassoni e al rifugio Cavone. Si prosegue sempre dritto fino a superare il Cinghio Sermidiano, l’ultima sommità prima del monte Spigolino. Si prosegue lungo la cresta (sentiero CAI 411) nell’ultimo tratto sempre più ripida fino a raggiungere la croce di vetta.
Il ritorno avviene per la stessa via di salita. Alla sella poco prima del monte Cappelbuso è possibile rientrare a Trignano per un sentiero leggermente più breve di quello dell’andata, scendendo a sinistra e seguendo le grandi frecce colorate (“trail of pioneers”). (l.g.)
Si parte dalla piazza del paese, di fronte alla chiesa di San Pietro e San Giusto; menzionata già nel XIII secolo, la chiesa fu ricostruita nel 1800 e in seguito fu seriamente danneggiata durante la seconda guerra mondiale.
Si inizia a camminare in discesa lungo via Trignano e poco dopo si svolta a destra seguendo il sentiero CAI 401 fino a giungere nei pressi di un bel castagneto; da qui inizia una ripida e faticosa salita in mezzo al bosco per raggiungere la dorsale, durante la quale ogni tanto si incontrano delle vecchie baite diroccate con il tetto ricoperto di muschio. A circa 950 metri di quota si giunge sulla sommità del Pizzo di Campovecchio o di Campiano che rappresenta la punta più estrema in direzione nord-est della lunga dorsale dei Monti della Riva; qui si trovano i segni evidenti degli scontri avvenuti nel 1945: resti di postazioni, trincee, buche per mortai nonché un piccolo monumento ai caduti. Ora il sentiero prosegue lungo il crinale che in alcuni tratti si presenta anche piuttosto ripido e stretto, con belle visuali sulla vallata del Dardagna. Superato il monte Cappelbuso, il sentiero si fa più largo e meno ripido fino a congiungersi col sentiero CAI 403 tramite il quale si raggiunge la bella conca del Lago Pratignano a circa 1300 metri di quota.
Si costeggia il lago lungo la sua sponda orientale e si prosegue sempre sul sentiero CAI 401, ben segnalato, che continua sulla dorsale della Riva; al passo della Riva e al successivo Passo del Lupo si incrociano dei sentieri che scendono a Capanna Tassoni e al rifugio Cavone. Si prosegue sempre dritto fino a superare il Cinghio Sermidiano, l’ultima sommità prima del monte Spigolino. Si prosegue lungo la cresta (sentiero CAI 411) nell’ultimo tratto sempre più ripida fino a raggiungere la croce di vetta.
Il ritorno avviene per la stessa via di salita. Alla sella poco prima del monte Cappelbuso è possibile rientrare a Trignano per un sentiero leggermente più breve di quello dell’andata, scendendo a sinistra e seguendo le grandi frecce colorate (“trail of pioneers”). (l.g.)
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