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«Vigili, Pelloni sbaglia Ma il problema è reale»

«Vigili, Pelloni sbaglia Ma il problema è reale»

Paradisi, sindaco di Castelnuovo: «L’uscita dal Corpo Unico? Una scelta di pancia ed è un campanello d’allarme per l’Unione. Però la municipale va migliorata»

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CASTELNUOVO. Anche Massimo Paradisi entra nel dibattito sull’uscita di Vignola dal Corpo unico dell’Unione Terre dei Castelli. E lo fa proponendo un nuovo punto di vista che lo vede sì contrapposto alla decisione del collega Simone Pelloni, ma critico e costruttivo verso il modello del Corpo unico.

«La scelta di Vignola - spiega Paradisi - è profondamente sbagliata, non tanto per quello che vorrà fare Pelloni, perché non voglio intromettermi nelle questioni di un altro Comune, quanto per le motivazioni. Io credo che tutti i cittadini sentano la questione sicurezza come una delle più sensibili ed importanti e di pari passo anche l’organizzazione della polizia municipale. Ma uscire dal Corpo unico è una sconfitta per tutti, sia per i vignolesi sia per gli altri cittadini dell’Unione. In sintesi: il problema è reale, ma la soluzione scelta da Pelloni è sbagliata. È una decisione di pancia».

È comunque una mossa sullo scacchiere dell’Unione che va presa molto sul serio e che impone delle riflessioni non solo sul Corpo unico, ma sull’Unione in generale: «Per quanto concerne la riforma del Corpo unico c’è una delibera del 2015 e credo sia giunto il momento di accelerare. Chi rimane dentro deve mettere maggiore convinzione e maggiore impegno nell’attuare quella riforma, che altro non è che un processo di trasformazione di modifica e sviluppo del Corpo unico. Dobbiamo, oggi, assolutamente fare di tutto per mettere in atto questo percorso. E i primi a dircelo sono i cittadini, che vedono nel servizio offerto dalla polizia municipale margini di miglioramento. Sono sempre i cittadini che ci chiedono più sicurezza e maggior presidio del territorio. Come migliorare? Non ne faccio esclusivamente una questione numerica, una mera equazione in cui ad un maggiore numero di agenti corrisponde una sicurezza totale, ma soprattutto di organizzazione del personale e utilizzo delle pattuglie. Penso, ad esempio, ai presidi territoriali che sono un po’ in sofferenza. Sulla sicurezza non dobbiamo arretrare, anche se ciò significa un maggior impiego di risorse». Paradisi affronta anche il tema dell’Unione: «Questo non è un autobus, in cui si sale e si scende a seconda delle esigenze personali: non è questo il modo in cui si lavora all’interno dell’Unione, altrimenti se ne va a minare il senso. Io la vedo come una casa in cui affrontare le tematiche sovraterritoriali, perché bisogna ragionare insieme per dare risposte complessive. Ecco perché l’uscita di Vignola dal Corpo unico è certamente un campanello d’allarme importante per tutta l’Unione: perchè crea un precedente pericoloso». (gib)

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