Furti, scendono in campo le “sentinelle” di Modena
Dall’inizio di quest’anno ad oggi sono nati otto gruppi di controllo del vicinato per combattere i ladri con le segnalazioni
MODENA I dati del 2016 sono impietosi: viviamo in un territorio dove ogni giorno vengono commessi 79 furti e di questi dodici sono saccheggi all'interno delle nostre case. Le forze dell’ordine non possono essere ovunque, apparire come se usassero il teletrasporto, laddove c’è un ladro in azione. In più non ci sono tante risorse umane da mettere in campo. I cittadini modenesi allora scendono in campo direttamente, hanno un’arma in più contro i criminali da offrire a polizia, vigili e carabinieri: loro stessi. Anche se alcuni erano già attivi da qualche mese, è da quest’anno che in città sono nati e si stanno diffondendo i gruppi di controllo del vicinato. Un sodalizio di persone che nasce dall’unione di due situazioni, da una parte l'esasperazione di famiglie stanche di dover convivere con l'angoscia dei ladri o la disperazione di chi è stato derubato, dall’altra la volontà di non lamentarsi e basta ma di partecipare, di intervenire, di aiutare ad essere aiutati. E quello che inizialmente è solo uno scambio di curiosità, di “hai saputo cosa è successo...? che si traduce in messaggi col cellulare grazie all’applicazione Whatsapp, diventa una rete di informazioni, un filo conduttore di sicurezza e di input in supporto alla polizia. E dopo la grande ondata dei furti (il “mare mosso” dura purtroppo da parecchi anni) ecco che a gruppi che si sono attivati da poco di stanno affiancando gruppi appena nati.
Il primogenito, che era diventato operativo verso Natale del 2016, è stato il gruppo di controllo di vicinato nato in via Zamenhof. In quel periodo ci fu quella brutale rapina al titolare del Conad che venne seguito e poi picchiato a sangue davanti alla filiale della banca, lungo via Vaciglio, in pratica accanto a via Zamenhof. I residenti iniziarono a parlarsi, accomunati dalla situazione di allarme, si informarono e presero contatto con l’associazione nazionale Controllo del vicinato. Era l’inizio: informazioni, metodi di comportamento, il cosa è giusto segnalare, come fare, poi contattarono con la polizia municipale. Il tempo di organizzare il tutto, trovare un coordinatore per le comunicazione ed ecco l’ok, con tanto di cartellonistica da affiggere alle case.
Nel frattempo, sulla scia dell'emergenza furti che avevamo raccontato in una zona particolare di Cognento, dove i residenti si stavano riunendo per decidere il da farsi (pronti anche a far ronde), ecco che venne piantato il seme del gruppo di controllo di vicinato a Cognento. E dopo i primi contatti informali e un’assemblea col comandante dei vigili e gli esperti del ramo, in marzo fu fondato il gruppo. Ora sono diventati quattro e coinvolgono una settantina di persone. Nel frattempo Zamenhof ha trovato nuovi adepti nei residenti di via limitrofe e con le stesse problematiche: le vie Stresa, Frosinone, Alghero, Ivrea, Casale, Biella, Saluzzo. Anche qui il gruppo vede attive settanta sentinelle. Agli inizi di maggio un gruppo di residenti in una zona all'inizio di Albareto, territorio piuttosto tartassato, avevano contattato il nostro giornale segnalando la loro situazione di derubati costretti a vigilare come meglio potevano le loro case in via India, Birmania e stradello Tagliati. I residenti in seguito iniziarono ad incontrasi con la polizia municipale e, formata “la squadra” e scelto il coordinatore ecco nato, di recente, il Gruppo Birmania, con 35 iscritti.
In luglio invece è diventata un gruppo di controllo di vicinato la chat tra i residenti di via Marinetti, laterale di via Panni. Dopo la presentazione avvenuta a fine settembre in sala Pucci rivolta ai cittadini delle zone Crocetta/Torrazzi, si è costituito il gruppo Torrazzi che riguarda vie Uruguay, Perù, Cile, (30 persone). Ma non è finita: l’altra sera al quartiere Sant’Agnese nella sala in via Viterbo incontro tra un centinaio residenti sul tema, una ventina di quelli che abitanto nelle vie Camaiore e Lerici, Anzio si daranno da fare per costituirsi in gruppo. Non solo, in embrione ci sono via Tirelli i cui residenti hanno già una chat informale a cui partecipa una quarantina di persone, e via Zannini. Fermento anche in via Barchetta e nella zona di via Corletto e Cittanova.
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