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Lavoratori in rivolta: «Non veniamo pagati»

Lavoratori in rivolta: «Non veniamo pagati»

Azione collettiva per 30 dipendenti della società di assistenza agli anziani  «Da tempo vengono violati i nostri diritti». A breve un incontro in Prefettura  

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Stato d’agitazione tra i lavoratori della Residenze Primarosa di via Andrea Costa. Mancate retribuzioni e ore non pagate: questi sono due degli aspetti che hanno fatto insorgere oltre 30, tra operatori sociosanitari, fisioterapisti, infermieri, addetti alla cucina. Nei prossimi giorni si terrà un incontro in Prefettura per cercare di raggiungere un accordo.

«Dopo anni di vessazioni e vertenze individuali, portate avanti anche per vie legali, le lavoratrici e i lavoratori della Residenze Primarosa i hanno conferito il mandato alla Funzione Pubblica Cgil di preannunciare lo stato di agitazione per vedersi riconosciuto il diritto alla retribuzione e al rispetto del contratto collettivo nazionale. Sono più di 30 i dipendenti della casa residenza per anziani che da anni vengono retribuiti a singhiozzo e senza il riconoscimento pieno degli istituti contrattuali. Alcuni devono ancora ricevere parte della retribuzione relativa alle annualità dal 2014 in poi». Non c’è solo il problema dei mancati pagamenti degli stipendi ma anche delle ore lavorate: gli straordinari dovrebbero infatti essere accumulati in una “banca ore” e se non vengono trasformate in ore di riposo, dovrebbero essere pagate. «Questo quanto emerso durante un’assemblea molto partecipata - dicono Mauro Zanazzi e Giada Catanoso della Fp Cgil - Vedremo se Primarosa davanti al Prefetto ammetterà che la situazione è questa. In questo lasso di tempo la FP Cgil ha aperto diverse vertenze individuali su svariati illeciti normativi e contrattuali, quali il mancato pagamento di retribuzioni, dello straordinario, del trattamento di fine rapporto, del riconoscimento delle ore accumulate nella banca delle ore, e in alcuni casi addirittura per violazione del Testo Unico sulla tutela della maternità. L'azienda ha sempre mostrato arroganza nei confronti delle richieste dei lavoratori, anche quando esse sono state manifestate tramite il sindacato - continuano i sindacalisti - La cosa fa ancora più scalpore, visto che tali richieste hanno sempre riguardato la legittima retribuzione di chi svolge il proprio lavoro».

Il sindacato pone poi l’accento sul settore delicato in cui opera la società Primarosa. «Questa situazione - dicono ancora dalla Cgil - deve essere considerata una stortura nell'ambito del sistema complessivo dei servizi alla persona. Il personale della struttura garantisce quotidianamente che gli ospiti, circa 50, ricevano le cure sanitarie e assistenziali, ospiti che ogni mese versano alla struttura una retta che copre il costo dei servizi. Consideriamo questa vicenda di cattiva imprenditorialità all'interno dell'arretramento complessivo del sistema dei servizi alla persona - prosegue la sigla - Tuttavia non riteniamo che sia consentito accettare che le persone lavorino senza retribuzione».

A questo punto il sindacato si aspetta di raggiungere un accordo in Prefettura nei prossimi giorni per ripristinare la legalità e i diritti all'interno dell'azienda. «Lavoratori e sindacati saranno uniti nel continuare la battaglia fino in fondo per le retribuzioni e per il rispetto di norme e contratto» concludono dalla Cgil.

Serena Arbizzi

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