«Le pmi investono in sicurezza digitale e per la connettività»
«Percentuali molto superiori rispetto alla realtà nazionale e l’85,7/% è disponibile a trasformare la propria impresa»
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È tempo di bilanci per le pmi emiliano-romagnole della meccanica e subfornitura, a un anno dalla presentazione del Piano Nazionale Industria 4.0 del ministro Calenda. Secondo la fotografia dell’Osservatorio Mecspe con focus su Emilia-Romagna, presentato lunedì alla Camera di Commercio di Modena da Senaf in occasione della quarta tappa dei “Laboratori Mecspe fabbrica digitale”, le imprese emiliano-romagnole si confermano ai primi posti in Italia per innovazione e digitalizzazione.
«L’Emilia-Romagna è terra di prestigiose realtà che continuano a rappresentare un’eccellenza per i distretti della plastica e dell’automotive - commenta Maruska Sabato, project manager di Mecspe - i dati dell’Osservatorio Mecspe sono una riprova di come le imprese emiliano-romagnole continuino in modo sistematico a seguire la via dell’innovazione, cogliendone le opportunità e non è un caso se proprio Modena, nel cuore della “Motor Valley” italiana, sia stata scelta come tappa dei “Laboratori”».
Per Gianluca Marchi, docente presso il Dipartimento di Economia “Marco Biagi” di Unimore, «i dati dell’Osservatorio Mecspe sull’Emilia-Romagna mostrano chiaramente come le imprese della regione siano più avanti della media nazionale nel percorso di adesione al 4.0. Mentre si conferma in linea col dato nazionale la percezione che gli imprenditori hanno di come la tecnologia stia migliorando la qualità del lavoro», con il 65,4% degli imprenditori ottimisti riguardo la possibilità di migliorare la qualità del lavoro dei dipendenti. Dalla ricerca emergono anche i canali in cui le pmi hanno privilegiato investire e innovare superando il dato nazionale, come la sicurezza informatica (88,2% contro un dato nazionale del 59,5%) e la connettività (70,6% contro un dato nazionale del 53,4%), la simulazione (47,1% rispetto al 28,2% a livello nazionale), la produzione additiva (41,2% contro 26,7% del dato Italia). Tra gli obiettivi delle aziende sarà però la gestione dei big data a godere degli investimenti maggiori, tecnologia che già coinvolge quasi la metà delle imprese emiliano-romagnole (47,1%). Dalla ricerca emergono però anche ostacoli all’innovazione sentiti dalle aziende. Tra gli imprenditori persistono dubbi riguardo il rapporto tra investimenti e benefici, la richiesta di investimenti troppo alti, oltre all’arretratezza delle imprese con cui si collabora, alla mancanza di competenze interne e di una chiara visione del top management e, infine, l’assenza di un’infrastruttura tecnologica di base adeguata. Resta tuttavia molto positiva la prospettiva per i futuri investimenti con l’85,7% delle aziende disposto a investire una quota del proprio fatturato per trasformare l’impresa in una fabbrica intelligente.
Andrea Ancarani
«L’Emilia-Romagna è terra di prestigiose realtà che continuano a rappresentare un’eccellenza per i distretti della plastica e dell’automotive - commenta Maruska Sabato, project manager di Mecspe - i dati dell’Osservatorio Mecspe sono una riprova di come le imprese emiliano-romagnole continuino in modo sistematico a seguire la via dell’innovazione, cogliendone le opportunità e non è un caso se proprio Modena, nel cuore della “Motor Valley” italiana, sia stata scelta come tappa dei “Laboratori”».
Per Gianluca Marchi, docente presso il Dipartimento di Economia “Marco Biagi” di Unimore, «i dati dell’Osservatorio Mecspe sull’Emilia-Romagna mostrano chiaramente come le imprese della regione siano più avanti della media nazionale nel percorso di adesione al 4.0. Mentre si conferma in linea col dato nazionale la percezione che gli imprenditori hanno di come la tecnologia stia migliorando la qualità del lavoro», con il 65,4% degli imprenditori ottimisti riguardo la possibilità di migliorare la qualità del lavoro dei dipendenti. Dalla ricerca emergono anche i canali in cui le pmi hanno privilegiato investire e innovare superando il dato nazionale, come la sicurezza informatica (88,2% contro un dato nazionale del 59,5%) e la connettività (70,6% contro un dato nazionale del 53,4%), la simulazione (47,1% rispetto al 28,2% a livello nazionale), la produzione additiva (41,2% contro 26,7% del dato Italia). Tra gli obiettivi delle aziende sarà però la gestione dei big data a godere degli investimenti maggiori, tecnologia che già coinvolge quasi la metà delle imprese emiliano-romagnole (47,1%). Dalla ricerca emergono però anche ostacoli all’innovazione sentiti dalle aziende. Tra gli imprenditori persistono dubbi riguardo il rapporto tra investimenti e benefici, la richiesta di investimenti troppo alti, oltre all’arretratezza delle imprese con cui si collabora, alla mancanza di competenze interne e di una chiara visione del top management e, infine, l’assenza di un’infrastruttura tecnologica di base adeguata. Resta tuttavia molto positiva la prospettiva per i futuri investimenti con l’85,7% delle aziende disposto a investire una quota del proprio fatturato per trasformare l’impresa in una fabbrica intelligente.
Andrea Ancarani
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