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CASO “CAMICI SPORCHI” A ROMA 

Cardiologia passa alla Cassazione

Cardiologia passa alla Cassazione

La Suprema Corte deciderà sulla richiesta di trasferire il processo

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Aperta e rinviata al 10 novembre l’udienza di Cardiologia, intoppata sul finale da una istanza di remissione avanzata da un avvocato romano. Ieri i giudici hanno preso atto della situazione e hanno ordinato di spedire gli atti della causa alla Cassazione Penale, come previsto dalla legge. Sarà infatti la Suprema Corte a decidere sei i sette motivi addotti dall’avvocato Stefano Giorgio sono fondati e meritevoli di attenzione e se quindi la causa deve essere spostata in altra sede per questione di “inquinamento ambientale”. Oppure decideranno di inviare la documentazione di Modena alla Settima Sezione e affrontare subito l’ipotesi di improcedibilità di questa richiesta. In questo caso, se la richiesta di remissione fosse dichiarata improcedibile, la causa tornerebbe ai Secondo Collegio Penale e si concluderebbe.

Infatti, al richiesta dell’avvocato è arrivata all’ultimo minuto, proprio un attimo prima che i giudici si raccogliessero in Camera di Consiglio e decidessero la sorte giudiziaria dei 53 imputati del più clamoroso caso sanitario modenese. Sono ormai sei anni che il caso è aperto - dalle prime indagini condotte con discrezione fino ai clamorosi sei arresti di cardiologi eseguiti dai Nas di Parma fino al maxi processo ora alla fine - e la sentenza arriva dopo una lunga serie di udienze con testimoni. Se all’inizio del processo e anche prima ancora in udienza preliminare molti difensori avevano sollevato eccezioni - compresa l’opportunità di spostare in altra città il processo (ma per altri motivi) - questa richiesta è arrivata alla fine per motivi poco chiari. I sette motivi addotti riguardano principalmente un eccessivo chiasso mediatico montato dalla Procura, presunte pressioni e menzogne in aula rilevate dall’avvocato. (c.g.)

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