Cispadana, la Ue chiede lumi ambientali
Delegazione da Novi e Mirandola illustra a Bruxelles i motivi del no: arriveranno lettere alle istituzioni
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MIRANDOLA. Il Governo dell’Europa chiederà conto alla Regione e ai sindaci delle gravi contraddizioni a livello ambientale del progetto autostrada Cispadana. Nei prossimi giorni da Bruxelles partiranno lettere alle istituzioni favorevoli alla nuova cementificazione della Bassa, in nome di uno sviluppo che passa da tir e auto. È quanto emerso ieri nell’audizione dei promotori di due petizioni, una su carta e una on line, entrambe finalizzate ad evidenziare le ambiguità di un progetto, che in Italia ha già superato il vaglio della commissione di Via.
Finanche banali le considerazioni delle autorità governative dell’Europa, basate sull’evidente e gravissimo fenomeno dell’inquinamento della pianura Padana, su cui l’autostrada Cispadana farà convergere traffico di rilevanza internazionale, nell’ottica di uno sviluppo delle linee di attraversamento su gomma est-ovest. Non solo, la commissione ha rilevato quanto possa essere contraddittorio un progetto cui la commissione ha dato l’ok, riempiendolo però di circa 200 prescrizioni (per lo più di tutela ambientale) che nessuno sarà mai in grado di verificare o far rispettare, tantomeno i Comuni, per di più interessati a tangenziali e complanari varie.
Della delegazione facevano parte Nunzio Tinchelli, Zeno Razzaboni, Luca Ferioli, Silvano Tagliavini del Coordinamento cispadano No autostrada ed Elisa Montanari, assessore alla Cultura di Novi. Ricevuti, hanno presentato alla Commissione petizioni della Comunità europea le ragioni del proprio No all’infrastruttura autostradale, “convinti che il territorio abbia bisogno non di una autostrada ma di una strada extraurbana che risponda alle reali esigenze del sistema produttivo locale demandando al’infrastruttura ferroviaria la risposta alla domanda di trasporto per le medie e lunghe distanze”.
«La commissione - riferiscono - sentite queste petizioni e dopo un interessante dibattito, ha deciso di mantenere aperta la procedura della petizione e di scrivere una lettera a ministero dell’Ambiente, Regione Emilia-Romagna e Comuni interessati di forte preoccupazione sui risvolti ambientali. La commissione ha inoltre sollecitato i referenti della petizione ad inoltrare ulteriore documentazione per determinare maggiore consapevolezza nella commissione del problema esposto».
«Dopo questi risultati - ha fatto sapere il sindaco di Novi, Enrico Diacci - auspico un ripensamento delle autorità competenti ad un ritorno al progetto di strada a scorrimento veloce, meno costoso, meno impattante e più utile alla viabilità locale».
Finanche banali le considerazioni delle autorità governative dell’Europa, basate sull’evidente e gravissimo fenomeno dell’inquinamento della pianura Padana, su cui l’autostrada Cispadana farà convergere traffico di rilevanza internazionale, nell’ottica di uno sviluppo delle linee di attraversamento su gomma est-ovest. Non solo, la commissione ha rilevato quanto possa essere contraddittorio un progetto cui la commissione ha dato l’ok, riempiendolo però di circa 200 prescrizioni (per lo più di tutela ambientale) che nessuno sarà mai in grado di verificare o far rispettare, tantomeno i Comuni, per di più interessati a tangenziali e complanari varie.
Della delegazione facevano parte Nunzio Tinchelli, Zeno Razzaboni, Luca Ferioli, Silvano Tagliavini del Coordinamento cispadano No autostrada ed Elisa Montanari, assessore alla Cultura di Novi. Ricevuti, hanno presentato alla Commissione petizioni della Comunità europea le ragioni del proprio No all’infrastruttura autostradale, “convinti che il territorio abbia bisogno non di una autostrada ma di una strada extraurbana che risponda alle reali esigenze del sistema produttivo locale demandando al’infrastruttura ferroviaria la risposta alla domanda di trasporto per le medie e lunghe distanze”.
«La commissione - riferiscono - sentite queste petizioni e dopo un interessante dibattito, ha deciso di mantenere aperta la procedura della petizione e di scrivere una lettera a ministero dell’Ambiente, Regione Emilia-Romagna e Comuni interessati di forte preoccupazione sui risvolti ambientali. La commissione ha inoltre sollecitato i referenti della petizione ad inoltrare ulteriore documentazione per determinare maggiore consapevolezza nella commissione del problema esposto».
«Dopo questi risultati - ha fatto sapere il sindaco di Novi, Enrico Diacci - auspico un ripensamento delle autorità competenti ad un ritorno al progetto di strada a scorrimento veloce, meno costoso, meno impattante e più utile alla viabilità locale».
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