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Pronto l’identikit dell’accoltellatore

Pronto l’identikit dell’accoltellatore

Ma per risalire all’identità si spera che il 22enne modenese aggredito parli: è ricoverato sedato in prognosi riservata

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Si trova ricoverato in prognosi riservata presso la Terapia intensiva di Baggiovara il 22enne modenese accoltellato in via Sgarzeria al culmine di una lite per motivi di droga. Il giovane è stato operato da una equipe chirurgica che lo ha anche ricucito dei tagli da fendenti nella zona addominale. In tutto quattro tagli, tutti laterali (ma in un caso profondo): un colpo al collo, uno verso il fegato, uno verso un polmone e un altro sulla pancia. Per ora non può parlare: è sedato. Appena potrà ricordare e recuperare la lucidità sufficiente, la Squadra Mobile della polizia parlerà con lui. È infatti lui la chiave per capire cosa è successo e soprattutto chi è il suo aggressore. Un nordafricano (è stato riconosciuto per l’accento da un testimone) inquadrato da due telecamere diverse. Ha un identikit ma per ora resta senza un nome. Uno spacciatore, quasi certamente, che il giovane probabilmente conosce e al quale forse doveva dei soldi.

La vittima è infatti un tossicomane di origini modenesi proveniente dal ceto medio. Era andato al Sert per prendere una dose di metadone, ma, secondo un’ipotesi investigativa, in realtà era ancora un abitudinario. Era il nordafricano a rifornirlo? Oppure tra i due è sorta una lite perché il giovane ha messo nei guai il tunisino? Fuori da un possibile racconto da parte della vittima, alla polizia restano poche possibilità concrete per arrivare a identificare presto l’accoltellatore, ora indagato come ignoto nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Claudia Natalini. L’accusa è di tentato omicidio (nel caso migliore potrebbe riconfigurarsi come lesioni gravissime, reato comunque pesante). Per arrivare a dargli un nome, la Scientifica e gli investigatori della Mobile dovrebbero risalire a lui dai fotogrammi estrapolati dai filmati delle telecamere piazzate verso la Manifattura da un lato e verso via Belle Arti dall’altro. Un lavoro tutto in salita.

L’unica cosa certa è la ricostruzione dell’accaduto. Alle 13.30 di martedì il giovane tossicomane è andato verso il Sert di via Sgarzeria, che si trova, come noto, vicino all’ingresso sbarrato con Corso Cavour. Il suo aggressore lo stava aspettando: sicuramente sapeva che stava andando lì e a che a ora, conosceva insomma le sue abitudini. I due hanno litigato a gran voce, si sono spostati in mezzo alla strada e sono passati dall’altra parte, verso la Manifattura. Qualcuno, come si vede in un filmato, si è avvicinato per separarli. Poi è spuntata la lama in mano al nordafricano. Un temperino, forse di quelli usati per tagliare l’hascisc. E sono volati fendenti. Chi ha visto i filmati dice che il giovane modenese ha provato in qualche modo a difendersi con le mani ma reagendo troppo lentamente: il sangue stava già zampillando da tutte le parti. In pochi minuti il sangue lo aveva coperto e si spandeva anche sulla strada, man mano che il 22enne si allontanava. Poi si è accasciato mentre l’altro scappava col temperino in mano.

I soccorsi sono stati celeri e la vittima è già affidata alle cure dei medici di Baggiovara, ma, come detto, non sta affatto bene ed è stato anche operato. È la prima volta che un’aggressione così violenta avviene in pino giorno. Ed è avvenuta vicino al Sert - un punto al centro di tensioni e lamentele durate anni - che tra l’altro presto traslocherà (l’annuncio è di ieri). Ad appesantire la situazione è stato l’orario. L’accoltellamento è avvenuto poco dopo l’uscita degli studenti dalle scuole vicine e il loro passaggio proprio nella zona transennata dalla polizia.

carlo Gregori

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