le associazioni economiche
«Cispadana: vogliono affossarla, ma serve»
MIRANDOLA. Una reazione forte e unitaria, è quella firmata da Lapam Confartigianato, Cna, Confcommercio Fam e Confesercenti, Ance Modena, Confindustria Area Centro, Legacoop e Confcooperative che...
2 MINUTI DI LETTURA
MIRANDOLA. Una reazione forte e unitaria, è quella firmata da Lapam Confartigianato, Cna, Confcommercio Fam e Confesercenti, Ance Modena, Confindustria Area Centro, Legacoop e Confcooperative che replicano alla visita a Bruxelles dei comitati per il no alla Cispadana.
«Gli interessi della Bassa sono anche quelli di chi ci lavora e non solo quelli di chi dice ‘no’ alla realizzazione della Cispadana. L’obiettivo dell’iniziativa di chi è andato alla Commissione petizioni dell’Unione Europea ci pare chiara: affossare tutto e non cercare alternative che sono già state valutate, anche diversi anni fa, senza esito e senza possibilità di essere riaperte. La strada percorsa in questi 15 anni è stata quella dell’autostrada, finanziata in project financing e l’iter, dopo anni di stop & go, è stato finalmente concluso con la valutazione di impatto ambientale. Ora che l’opera è di fatto cantierabile diventa strumentale un’iniziativa di questo tipo. L’unico obiettivo è quello di far saltare il tavolo».
Le associazioni imprenditoriali ritengono che sia il tempo della realizzazione dell’arteria: “per fare uscire l’Area Nord dall’isolamento logistico e collegarla ai principali snodi europei. Le piccole, medie e grandi imprese dei distretti presenti sul territorio hanno fatto miracoli anche nella fase drammatica del post sisma, l’inizio dei lavori della Cispadana sarebbe il segnale di una svolta storica. I distretti manifatturieri (biomedicale, meccanica), naturalmente vocati all’export, troverebbero nella Cispadana un fattore di competitività: ricordiamo che manifattura è sinonimo di posti di lavoro mantenuti, indotto e servizi. C’è chi si erge a paladino di tutta l’Area Nord e dei cittadini, noi rappresentiamo chi, imprenditori, dipendenti, famiglie, lavora e si impegna per far crescere il benessere della comunità”.
«Gli interessi della Bassa sono anche quelli di chi ci lavora e non solo quelli di chi dice ‘no’ alla realizzazione della Cispadana. L’obiettivo dell’iniziativa di chi è andato alla Commissione petizioni dell’Unione Europea ci pare chiara: affossare tutto e non cercare alternative che sono già state valutate, anche diversi anni fa, senza esito e senza possibilità di essere riaperte. La strada percorsa in questi 15 anni è stata quella dell’autostrada, finanziata in project financing e l’iter, dopo anni di stop & go, è stato finalmente concluso con la valutazione di impatto ambientale. Ora che l’opera è di fatto cantierabile diventa strumentale un’iniziativa di questo tipo. L’unico obiettivo è quello di far saltare il tavolo».
Le associazioni imprenditoriali ritengono che sia il tempo della realizzazione dell’arteria: “per fare uscire l’Area Nord dall’isolamento logistico e collegarla ai principali snodi europei. Le piccole, medie e grandi imprese dei distretti presenti sul territorio hanno fatto miracoli anche nella fase drammatica del post sisma, l’inizio dei lavori della Cispadana sarebbe il segnale di una svolta storica. I distretti manifatturieri (biomedicale, meccanica), naturalmente vocati all’export, troverebbero nella Cispadana un fattore di competitività: ricordiamo che manifattura è sinonimo di posti di lavoro mantenuti, indotto e servizi. C’è chi si erge a paladino di tutta l’Area Nord e dei cittadini, noi rappresentiamo chi, imprenditori, dipendenti, famiglie, lavora e si impegna per far crescere il benessere della comunità”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google